da it.wikipedia.orgLa notizia, freschissima, è troppo golosa –o forse troppo inquietante- per non rimbalzare in un attimo da un capo all’altro d’Italia, tramite i tam tam mediatici che tengono in rete i genitori impegnati nella scuola. Il preside di una scuola superiore della provincia fiorentina ha pensato bene di firmare di suo pugno la convocazione del Consiglio d’istituto, mettendo al secondo punto dell’ordine del giorno “Richiesta di dimissioni per la Presidente del Consiglio di Istituto”.

 

 

 

 


Purtroppo la signora in questione, insegnante di professione, le dimissioni non le aveva presentate affatto, anzi aveva cercato inutilmente di contattare il Dirigente scolastico per alcuni giorni e alla fine si era risolta a inviare l’ordine del giorno per posta raccomandata, anticipandolo ai membri del Consiglio via e-mail e pregando la scuola di protocollarlo.

Nel suo O.d.G. di dimissioni non si parlava, bensì ci si preoccupava di sottoporre al Consiglio atti dovuti come: l’approvazione del Conto consuntivo (art. 18 c. 5 del D.I. 44/2001); la verifica dell’attuazione del Programma annuale con la relativa relazione del Dirigente scolastico (art. 6 c. 1 D.I. 44/2001); l’aggiornamento sulla situazione edilizia scolastica: esigenza aule per l’a.s. 2014/2015; i regolamenti relativi allo svolgimento dell’attività negoziale, alla fornitura di beni e servizi e alla gestione delle minute spese (art. 31 e segg., art.  17 D.I. 44/2001); i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, all’adattamento dell’orario delle lezioni alle condizioni ambientali (art. 10 c. 4 D.Lgs. 297/1994); la relazione dei lavori della Commissione sulle linee di indirizzo del POF per l’a.s. 2014/2015 e sui Regolamenti (art. 3 c. 3 D.P.R. 257/1999); il calendario delle attività del C.d.I. per l’a.s. 2014/2015.

Nella convocazione firmata dal dirigente scolastico e inviata a tutti i consiglieri (prot. n. 3905/C44 del 17.6.2014) il punto “Verifica attuazione programma annuale” è stato invece sostituito con la richiesta di dimissioni per la Presidente.   

Certo, simili situazioni non capitano da un giorno all’altro. Appena nominata, la Presidente ha soperto con sorpresa la consuetudine, in quella scuola, di inviare la convocazione ai Consiglieri con la dicitura “Firmato Il Presidente del Consiglio d’Istituto”, senza tuttavia avergliela prima sottoposta: “a sua insaputa”, come si suol dire. Provando un certo disagio per la situazione, si era fatta parte diligente, documentandosi e seguendo corsi di formazione per genitori impegnati nella scuola. Poi, con calma e gradualmente, aveva fatto capire al Dirigente che era opportuno operare diversamente.

Intanto, racconta ancora la Presidente, si era occupata attivamente del buon andamento della scuola, impegnandosi fra l’altro nella stesura del regolamento d'istituto e di quello per le gite, sollecitando il Consiglio a rivedere la destinazione del contributo volontario dei genitori ai sensi della Circ. n. 593/2013 e organizzando, insieme al Dirigente, una serata di presentazione del POF, che non era mai stata fatta prima in quella scuola. Nella seduta in questione, lei ed altri consiglieri avrebbero voluto chiedere conto di un avanzo di amministrazione, che nel solo 2013 si è incrementato di oltre 105.000,00 euro, andando così a superare il mezzo milione di euro, e delle entrate sparse a pioggia sui vari progetti.

Invece la Presidente, democraticamente, ha consentito che si affrontasse per prima cosa il tema delle dimissioni e, quando si è rifiutata di presentarle e altri hanno proposto un voto di sfiducia, inutilmente ha fatto presente l’irregolarità della procedura, così, insieme ad altri, si è alzata e se ne è andata, dopo aver dichiarato sciolta la seduta, in quanto non sussistevano i presupposti per proseguire.

Fin qui il racconto della Presidente, suffragato peraltro da documenti della scuola e dalla lettera che la stessa ha inviato una decina di giorni fa agli Uffici scolastici provinciale e regionale, al MIUR-Direzione generale per lo studente, al Forum nazionale delle associazioni dei genitori (Fo.N.A.G.S.) istituito presso il Ministero e, per conoscenza, al Dirigente scolastico e alla nostra Associazione di genitori.

Vista la gravità dei fatti contestati, sembra urgente un’ispezione –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente di A.Ge. Toscana- Se confermati, questi sarebbero la prova provata che non di riforme degli Organi collegiali ha bisogno la scuola, bensì di una formazione specifica su ruoli e responsabilità, altrimenti l’autonomia scolastica continuerà a restare lettera morta”.



RASSEGNA STAMPA



L'INTERVENTO:

A tutti gli amici A.Ge. Toscana 
  
  
           Carissimi,
detta alla Forrest Gump, "sono un po'... avvilito"; anzi, più che avvilito! Profondamente avvilito!
Ho appena letto l'articolo "Preside dimissiona Presidente del Consiglio d'Istituto" nell'area fiorentina, e la cosa mi rende molto perplesso.
In un sol colpo, gettiamo al macero Costituzione, Leggi ordinarie, Circolari e quant'altro, ma soprattutto cancelliamo educazione civica, partecipazione, condivisione, rispetto dei ruoli e tutto quanto di positivo e propositivo attiene alla vita civile e democratica di una nazione intera.
Perdonate lo sfogo, ma pretendo rispetto per chi si prodiga con abnegazione per il bene comune, e la scuola è bene comune! Anche se cade a pezzi, in tutti i sensi! 
Noi Organi Collegiali, possiamo avere anche tanti limiti, tante incertezze, dubbi e perplessità, ma il DOVERE di chi siede dall'altra parte della scrivania è tendere la mano, renderci partecipi alla vita scolastica, complici di un percorso di vita che non può ridursi a questioni burocratiche con atteggiamenti padronali. 
La scuola, seppur deputata all'istruzione, è qualcosa di più, e chi non lo ha ancora capito, si qualifica da solo.
Alla Presidente coinvolta, tutta la mia solidarietà e l'invito ad andare avanti, sempre e comunque nonostante il nostro compito divenuto ingrato. Noi ci siamo. 
A tutti voi, buon lavoro.
Un caro saluto
Salvatore Giuseppe Patanè
Presidente C.I. "I.C.S. Raffaello" -  Pistoia
339.855.71.61
 

 
Carissimo Presidente Patanè,
anche noi siamo rimasti assolutamente perplessi, soprattutto quando il dirigente scolastico in questione ci ha convocato e ha chiesto di pubblicare sul nostro sito la smentita rivolta a La Repubblica, dicendo che quanto scritto valeva anche per noi.

 
Come il giornalista di Repubblica, anche noi siamo in diritto di commentare alcune affermazioni:
  • Il giornalista prima e il dirigente scolastico poi hanno forzato quanto da noi scritto: di fatto la Presidente e altri Consiglieri avevano intenzione di contestare quell'enorme avanzo di amministrazione (euro 504.606), così come avevano fatto appena pochi mesi prima in sede di bilancio per contrastare l'uso di parte del contributo volontario per spese amministrative; il precipitare della situazione, con una parte del Consiglio che voleva assolutamente votare la sfiducia, ha reso di fatto impossibile tutto ciò.
  • Abbiamo prestato fede non "a fonti assai poco attendibili, omettendo colpevolmente le opportune verifiche", bensì ai bilanci della scuola, che abbiamo esaminato approfonditamente con i nostri esperti.
  • I revisori dei conti formulano un parere eminentemente contabile, anche se avrebbero dovuto contestare e segnalare al Ministero il fatto che il contributo dei genitori finisse nel funzionamento amministrativo. C'è poi da capire per quale motivo, se i revisori hanno approvato il conto consuntivo il 6 giugno, non si sia rispettata la scadenza tassativa del 14 giugno, attendendo fino al 27 giugno per l'approvazione da parte del Consiglio. Anzi il preside avrebbe dovuto segnalare l'omissione all'Ufficio scolastico, facendo commissariare il Consiglio stesso.
  • Le dimissioni sono un atto volontario, ossia il contrario della sfiducia, che poi alcuni consiglieri sono andati a votare. Ovviamente tale votazione è del tutto illegittima, in quanto la sfiducia non è stata richiesta anticipatamente né posta all'ordine del giorno (da notare che erano assenti due consiglieri).
  • Dalle carte che il preside ci ha mostrato, emerge senza ombra di dubbio che la "richiesta di dimissioni" è stata firmata da due soli consiglieri, mentre altri sei, "vista l'importanza dell'argomento", hanno chiesto che se ne parlasse nella successiva seduta.
  • La parte contabile fa sorridere: "solo una parte minoritaria non è vincolata a scopi specifici e ineludibili", "i contributi delle famiglie sono in larga misura vincolati" si tratta infatti di appena 266.622,66 euro di avanzo di amministrazione non vincolato, costituito nella quasi totalità da contributo volontario dei genitori non speso.
  • Nessuno ha mai contestato al Liceo Virgilio di usare il contributo dei genitori per pagare i supplenti.
  • Se ci saranno ripercussioni sulle entrate dell'istituto, ciò sarà unicamente da attribuire a chi finora ha male operato, essendo legittimo e anzi doveroso denunciare il malfunzionamento del pubblico servizio, soprattutto qualora chi ne è responsabile rifiuti di ascoltare le legittime richieste dell'utenza. E anche responsabilità di chi, a forza di smentite, determina la ripetuta pubblicazione delle notizie sui giornali locali.

 


 

LA TESTIMONIANZA:

 

Circa 25 anni fa fui chiamato come rappresentante di classe in un consiglio di istituto e poi fui anche chiamato in una commissione consultiva di Quartiere.  Per la prima volta qua rendo note alcune mie osservazioni o ipotesi. Questi organi scolastici spesso erano chiamati a votare ordini del giorno sulla pace nel mondo, nel VietNam e così via.  E chi si poteva opporre a queste giuste proposte?

 

Le scelte di vita pratica e concreta si riducevano più o meno di frequente all'approvazione o "partecipazione" alla responsabilità di scelte già fatte in altre sedi.  Ma c'erano anche genitori che facevano sentire la loro idea. Da questi nacque l'A.Ge.

 

Come sembrano lontani quei tempi. Eppure attraversammo una fase che ci portò a conoscere la vera democrazia, impegno personale, civile, che richiede sempre la volontà di sostenere le proprie opinioni. Chi tace e accetta non ha  motivi, poi, per lamentarsi.

 

Col tempo i consigli di istiuto sono diventati davvero i luoghi di concreto scambio di opinioni. E come sempre accade le opinioni più utili e interessanti devono essere quelle di chi non la pensi come noi.

 

Nereo Liverani



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