Mostra Legati da una CintolaCintola, e non cintura, per meglio capire che siamo toscani, e legati perché lo sono i pratesi, che intorno a quel simbolo religioso hanno costruito l’identità della loro città. Dal 8 settembre 2017 al 14 gennaio 2018 presso il Museo di Palazzo Pretorio di Prato la mostra sull’Assunta di Bernardo Daddi proveniente dal Metropolitan Museum di New York offre lo spunto per riflettere sull’identità di una città nota nel mondo per i suoi tessuti e che adesso rivendica le proprie radici storiche e artistiche. Parte integrante del percorso la visita guidata alla Cappella delle Cintola, di norma chiusa ai visitatori.


Narrano le cronache che in difesa di quella ‘Cintola’ gli antichi abitanti della città siano giunti a minacciare di dar fuoco “alla chiesa con i canonici dentro” e a sollevarsi fino a far cadere il vescovo che in quella cintola non aveva mai creduto.

Stretta fra due entità importanti come Firenze e Pistoia, Prato si strinse intorno a quella reliquia, secondo la tradizione portata intorno al 1141 dalla Terrasanta dal mercante pratese Michele e da lui donata nel 1172, in punto di morte, al proposto della pieve di Santo Stefano.
Quindi Prato, che non fu sede vescovile fino al 1653, quando si distaccò dalla diocesi di Pistoia, divenne ben prima centro di devozione mariana e meta di pellegrinaggi al Sacro Cingolo della Madonna, da lei donato -secondo un testo apocrifo del V-IV secolo- a San Tommaso al momento dell’Assunzione.

Bernardo Daddi Assunzione

Bernardo Daddi, Assunzione della Vergine, 1337-1338


La Cintola è una sottile striscia di lana finissima, lunga 87 centimetri, di color verdolino, broccata in filo d’oro coi ai capi due cordicelle per legarla. Attualmente viene esibita ai fedeli dal quattrocentesco pulpito di Donatello e Michelozzo ben sei volte l’anno, in occasione delle principali festività. La peculiarità, tutta pratese, è che per estrarla dalla sua custodia occorrano tre chiavi, una in possesso del vescovo e due affidate al sindaco, a chiara testimonianza della doppia valenza –civica e religiosa- del simbolo stesso e, ancor di più, a garanzia che le due principali autorità cittadine vadano d’accordo, pena lo scatenarsi dell’ira dei pratesi.


La mostra, organizzata dal Comune in collaborazione con la Diocesi di Prato, si incentra sull’Assunta di Bernardo Daddi, eccezionalmente concessa dal Metropolitan Museum di New York, che per l’occasione viene riunita con la doppia predella (una in possesso del museo pratese e l’altra proveniente dai Musei Vaticani) e ricomposta in tutta la sua monumentalità dai curatori.
Di cintole in mostra ce ne sono per tutti i gusti e le misure, dai codici miniati alle pale, ad esemplari medioevali, fino ai bassorilievi, così che il visitatore si possa fare una chiara idea dell’evolversi della percezione di questa reliquia, che da tesa e rigida, come un ideale tramite fra terra e cielo, diviene in ambito senese morbida e svolazzante, con San Tommaso che quasi sembra avere paura a prenderla.

Alessandro Cella Reliquiario della Sacra Cintola, 1638Alessandro Cella, Reliquiario della Sacra Cintola, 1638

Con il biglietto di ingresso alla mostra (euro 8, ridotti euro 6) si accede su prenotazione alla Cappella della Sacra Cintola e si ha uno sconto per il ciclo di affreschi di Filippo Lippi, sempre nel Duomo di Prato.
Da non trascurare la Pratomusei card, che per tre giorni dà accesso illimitato ai quattro principali musei (Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Museo del Tessuto, Museo di Palazzo Pretorio, Musei Diocesani) e ai mezzi pubblici cittadini al prezzo di 16 euro per i singoli (Family card valida per due adulti + 2 ragazzi fino ai 14 anni euro 28).

Pulpito di Donatello e Michelozzo

In contemporanea saranno aperte le mostre “Reliquiaria pulchra” presso il Museo dell’Opera del Duomo, “La Cintola nella cultura pratese del Sette-Ottocento” presso la Biblioteca Roncioniana e “Dall’ombelico all’alambicco, Un lunghissimo filo tra passato e presente” presso l’Archivio di Stato.



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