In questa pagina trovi notizie su:

- La rivoluzione delle Circolari n. 312/2012 e 593/2013
- Contributo volontario: Cosa è
- Si può fare a meno di pagarlo?
- È vero che è obbligatorio solo alle superiori?
- Contributo genitori e cassa scolastica
- Il
patto scuola-famiglia e la proposta dell’A.Ge. Toscana
- Spese scolastiche detraibili
- Erogazioni liberali e detraibilità
- School Bonus: ecco perché conviene
- Cosa può fare il
Consiglio d’istituto
- Le FAQ


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Leggi gli approfondimenti sulle Detrazioni per le famiglie 2017 (redditi 2016)

 

La rivoluzione delle Circolari n. 312/12 e n. 593/13

Nota 312/12: Facciamo chiarezza

Lì per lì pareva quasi impossibile, ma con due snelle pagine su "Contributi scolastici delle famiglie" il Ministero dell'Istruzione aveva davvero fatto piazza pulita di tante prassi poco trasparenti attuate da scuole di tutta Italia , riconfermando punto per punto ciò che sostenevamo da anni: che il contributo delle famiglie è volontario e non obbligatorio; che è detraibile; che va usato con trasparenza; che i genitori possono finalizzare il loro contributo; che non ci si possono pagare le spese amministrative. Tante scuole però però ancora da questo orecchio non ci sentono, ed ecco che ci troviamo costretti a mantenere attivo il tam tam fra genitori.

Altro aspetto non di poco conto, è che la Circolare prevede che le scuole debbano rendicontare l'utilizzo del contributo volontario e che le famiglie possano finalizzarne l'uso a progetti specifici, ma non si parla di consultare i genitori per stilare criteri e priorità di utilizzo. Costituiva comunque un notevole passo in avanti rispetto alla prassi di pretendere il contributo come obbligatorio.


Nota 593/13: Una vera e propria strigliata

A dire il vero con la Circolare 312 il Ministero aveva appena iniziato a fare pulizia, tant'è che appena un anno dopo, nel marzo 2013, ha dovuto tornare sull'argomento con toni quasi apocalittici: Nel ribadire in questa sede l’intero contenuto della suddetta nota n. 312 in merito alla volontarietà dei contributi scolastici e alle loro modalità di gestione e rendicontazione, si ritiene che simili comportamenti, oltre a danneggiare l’immagine dell’intera amministrazione scolastica e minare il clima di fiducia e collaborazione che è doveroso instaurare con le famiglie, si configurino come vere e proprie lesioni al diritto allo studio costituzionalmente garantito.

E ancora: Non sfugge a questo Dipartimento che il contributo delle famiglie rappresenta una fonte essenziale per assicurare un’offerta formativa che miri a raggiungere livelli qualitativi sempre più elevati, soprattutto in considerazione delle ben note riduzioni della spesa pubblica che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Tuttavia, oltre a rinnovare l’invito ad una gestione corretta ed efficiente delle risorse pubbliche, si ritiene auspicabile che le scuole acquisiscano tale contributo non attraverso comportamenti vessatori e poco trasparenti. bensì facendo leva sullo spirito di collaborazione e di partecipazione delle famiglie, le quali, si è certi, ben comprendono l’importanza di risorse aggiuntive per la qualità dell’offerta.
Da tutto quanto detto, appare quindi evidente che subordinare l’iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo non solo è illegittimo, ma si configura, per i soggetti che sono responsabili della gestione, come una grave violazione dei propri doveri d’ufficio, sanzionabile disciplinarmente.

 

Cosa accade ancora oggi

Purtroppo continuano a giungerci segnalazioni che ben poco hanno a che vedere con quanto stabilito dal Ministero, della serie: "Non vi spieghiamo come utilizziamo il contributo e neppure vi diamo copia del bilancio, tanto non ci capite nulla" detto nientemeno che a genitori Consiglieri d'Istituto.

C'è poi la questione dei viaggi d'istruzione (e non semplici 'gite scolastiche'), quali ampliamento dell'offerta formativa e perciò detraibili, sui quali per lunghi anni anche noi di A.Ge. Toscana abbiamo dato battaglia e finalmente divenuti tali. Ora non resta da informare adeguatamente i genitori, per rendere questo diritto effettivo per tutti.


Il consiglio

STAMPATE LE DUE CIRCOLARI E CONSEGNATELE A SCUOLA, se necessario con una vostra lettera di accompagnamento di cui pretenderete ricevuta; fatele pervenire al Consiglio d'Istituto e chiedete che se ne dibatta, insomma non arrendetevi: tutti i comportamenti difformi da quanto stabilito dalle Circolari è illegittimo e perseguibile da un punto di vista disciplinare. Diteglielo!



Contributo volontario: Cosa è

Il contributo volontario dei genitori ha radici antiche, quando alcuni Regi Decreti, tuttora vigenti, stabilirono che le scuole dotate di personalità giuridica potevano chiedere un contributo ai genitori per le spese di laboratorio.

A memoria nostra è sempre accaduto che le scuole –anche quelle non dotate di personalità giuridica- chiedessero un contributo alle famiglie, giustificandolo con spese varie sostenute a favore dell’alunno (cartellino di riconoscimento, libretto delle assenze, assicurazione ecc.) e in genere glissando sul fatto che tale contributo era del tutto volontario.

L’attuale normativa legittima in pieno questa prassi, stabilendo che “la riscossione delle rette, delle tasse, dei contributi e dei depositi di qualsiasi natura, poste a carico degli alunni, è effettuata anche mediante il servizio dei conti correnti postali” e che (art. 9 del Regolamento di contabilità per le scuole dell’autonomia, D.I. 1.2.2001 n. 44) “Il personale della scuola, i genitori e gli studenti partecipano al processo di attuazione e sviluppo dell'autonomia assumendo le rispettive responsabilità” (art. 16 del Regolamento dell’autonomia scolastica, D.P.R. 8.3.1999 n. 275).

È buona pratica che le scuole al momento delle iscrizioni chiedano ai genitori un contributo per le spese di didattica per l’anno successivo (cartoncini, pennarelli, dotazioni informatiche, contratti con esperti; un po’ meno bene: fotocopie), ma questo deve avvenire con la massima trasparenza.



Si può fare a meno di pagarlo?
È vero che è obbligatorio solo alle superiori?

In anni recenti le cronache hanno riferito di presidi che si sono rifiutati di consegnare la pagella a chi non aveva pagato, ma si è trattato di un abuso.
Occorre fare chiarezza: sono obbligatori soltanto 1) il premio per l’assicurazione e 2) le tasse statali per la frequenza delle classi 4a e 5a superiore, in virtù dell’attuale normativa sull’obbligo scolastico. Per il resto i Consigli di circolo e di istituto possono dare solo indicazioni e ciascuna famiglia è libera di pagare la quota richiesta, oppure di più (succede) o di meno.

È bene precisare che per le ultime due classi delle superiori le tasse scolastiche sono a beneficio dello Stato (€ 6,04 per la tassa di iscrizione, € 15,13 per le tasse di frequenza e di ritiro diplomi), mentre l’entità dei contributi è fissata dai singoli Consigli di istituto e può variare di molto da una scuola all’altra e soprattutto da un comune all’altro.

I genitori che desiderano incidere sugli importi consigliati o fissati dalla scuola devono rivolgersi ai genitori eletti in Consiglio e in particolare al Presidente.



Contributo genitori e cassa scolastica

Spesso i genitori fanno confusione fra il contributo che versano alla scuola all’atto dell’iscrizione e quello che invece affidano al rappresentante di classe (la cosiddetta cassa scolastica).
Va detto che la cassa scolastica viene spesso utilizzata per finalità vietate dalle leggi di contabilità di Stato, ossia per l’acquisto di beni al di fuori del bilancio ufficiale della scuola (la cosiddetta “gestione fuori bilancio”). Ovviamente non c’è nulla di male se le mamme si accordano per fare un dono alla scuola, però se si tratta di un dono di una certa entità questo deve risultare da una comunicazione scritta da sottoporre all’approvazione del Consiglio di circolo o di istituto. Inoltre è del tutto inopportuno che si consegni al rappresentante di classe la lista del materiale da acquistare.
La più grande controindicazione alla cassa scolastica, adesso che i versamenti fatti a favore della scuola si possono detrarre, è che i soldi raccolti dal rappresentante di classe non si possono detrarre in alcun modo.


Il patto scuola-famiglia e la proposta dell’A.Ge. Toscana

Ormai è dimostrato che sono proprio le scuole che dialogano più apertamente con le famiglie a ottenere la più alta adesione alle richieste di fondi. La scuola è tenuta a rendere conto in Consiglio di istituto e nei Consigli di classe -e se possibile anche sul sito internet della scuola- su come sono stati utilizzati i finanziamenti delle famiglie. Deve poi ascoltare il parere dei genitori su come utilizzare i fondi raccolti, visto che ormai da tempo sono proprio le famiglie i principali sponsor delle scuole.

Così facendo la scuola si garantirà entrate sufficienti per ampliare l’offerta formativa e consentirà alle famiglie di detrarre il loro contributo dalla dichiarazione dei redditi. Su questo occorre fare chiarezza, perché ci sono ben tre canali diversi per detrarre le spese scolastiche, con aliquote e modalità diverse.


Spese scolastiche detraibili

Sono letteralmente rinate a nuova vita le spese per istruzione, che con la nuova interpretazione data dalla “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2016” dell'Agenzia delle Entrate, spaziano dal consueto contributo volontario fino a ricomprendere “la mensa scolastica e i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola ... anche quando il servizio è reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi”; “le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza). Se le spese sono pagate alla scuola, i soggetti che prestano l’assistenza fiscale non devono richiedere al contribuente la copia della delibera scolastica che ha disposto tali versamenti. La delibera va richiesta, invece, nel caso in cui la spesa per il servizio scolastico integrativo non sia sostenuta per il tramite della scuola, ma sia pagata a soggetti terzi (ad es.: all’agenzia di viaggio)”.

Il tetto massimo detraibile per alunno o studente è di euro 564



Erogazioni liberali e detraibilità

La legge 2 aprile 2007, n. 40 ammette la detraibilità delle "erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari (...) finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa. Ma se la scuola utilizza quei fondi per gli stipendi o per le spese di pulizia la detrazione non spetta più.

Ecco cosa dice l’Agenzia per le Entrate: “A partire dal 2007 sono detraibili dall’imposta sul reddito, nella misura del 19%, le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa.

La detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari ovvero mediante altri sistemi di pagamento. 
Coloro che hanno effettuato le donazioni di cui sopra non possono far parte del consiglio di istituto e della giunta esecutiva delle istituzioni scolastiche. Sono esclusi dal divieto coloro che hanno effettuato una donazione per un valore non superiore a 2.000 euro in ciascun anno scolastico. 

Per le imprese, sempre a decorrere dal periodo d’imposta 2007, è prevista la possibilità di dedurre le predette erogazioni, nel rispetto delle condizioni sopra indicate, fino al 2% del
reddito d’impresa dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui”.

Recentemente il Ministero dell’Istruzione ha messo ordine nel mare magnum delle spese scolastiche, con affermazioni che fino ad ieri avrebbero avuto dell’incredibile: “i contributi volontari consistenti in erogazioni liberali finalizzate all’innovazione tecnologica (es. acquisto di cartucce stampanti), all’edilizia scolastica (es. pagamento piccoli e urgenti lavori di manutenzione o di riparazione), all’ampliamento dell’offerta formativa (es. acquisto di fotocopie per verifiche o approfondimenti) rientrano nell’ambito di applicazione della lettera i-octies)”.
Fino a qualche tempo fa, soprattutto alcune Agenzie delle Entrate ci avevano fatto vedere i sorci verdi sostenendo ben altro, ma va bene così.

Da notare che come recita la Guida dell'Agenzia delle Entrate a pag. 133: “L’incumulabilità va riferita al singolo alunno (...) il contribuente che ha un solo figlio e fruisce della detrazione per le spese di frequenza scolastica non può fruire anche di quella in esame (erogazioni liberali). Il contribuente con due figli, se per uno di essi non si avvale della detrazione per le spese di frequenza scolastica, può avvalersi della detrazione per le erogazioni liberali”.


School Bonus: ecco perché conviene

Con la "Buona Scuola" (Legge 107/2015) dal 2016 le persone fisiche, gli enti non commerciali e i soggetti titolari di reddito d’impresa possono detrarre fino al 65% di quanto erogato alle scuole per: realizzazione di nuove strutture scolastiche (finalità C1); manutenzione e potenziamento di strutture scolastiche esistenti (C2); sostegno a interventi che migliorino l'occupabilità degli studenti (C3).
Il credito d'imposta è riconosciuto a condizione che le somme siano versate sul codice IBAN IT40H0100003245348013362600; nella causale del versamento deve essere riportato, nell'ordine: a) il codice fiscale della scuola beneficiaria; b) il codice della finalità alla quale è vincolata ciascuna erogazione c) il codice fiscale del contribuente.

I contribuenti scelgono liberamente la scuola da beneficiare e quest’ultima riceverà il 90% dell’erogazione; il restante 10% confluirà in un fondo perequativo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale.

Mettendosi d'accordo fra genitori e con la scuola, meglio se sotto l'egida del Comune che materialmente dovrà costruire nuove scuole o ristrutturarne altre, c'è da rendere migliore l'esperienza scolastica dei propri figli, recuperando in soli tre anni due terzi (per i versamenti effettuati negli anni 2016-2017) o la metà (2018) di quanto versato. Ulteriori informazioni su http://www.schoolbonus.gov.it/.



Cosa può fare il Consiglio d’istituto

Anche prima delle Circolari n. 312/12 e 593/13, vi sono prese di posizione del Ministero
e una casistica di rilievi da parte dei Revisori dei conti sul fatto che non è legittimo utilizzare il contributo dei genitori per le spese di funzionamento. Ci sono scuole che si attengono da sempre a questo criterio di corretto utilizzo delle risorse, altre che invece motivano con le difficoltà di bilancio e comunque una normativa specifica non c’è, per cui è comunque auspicabile che i Consigli di circolo e di istituto di tutte le scuole, se non lo hanno ancora fatto, chiedano la puntuale applicazione delle Circolari 312  e 593 o, meglio ancora, deliberino che il contributo volontario deve essere destinato unicamente all’ampliamento dell’offerta formativa.

Per facilitare i genitori nell'ottenere le detrazioni, il Consiglio potrebbe stabilire una quota omnicomprensiva per tutto l’anno scolastico, con la quale pagare l’assicurazione e finanziare tutte le attività formative, comprese le gite, i corsi, i biglietti di trasporto ecc. (beninteso, il Consiglio può dare solo un'indicazione, che può essere raccolta volontariamente dalle famiglie, perché solo la quota assicurativa è dovuta). In questo modo il contributo potrebbe essere integralmente detratto dai genitori, senza doversi preoccupare di fare un versamento ogni volta, nè essere costretti a rinunciare alla detrazione per i piccoli importi.




Le FAQ



Il Video su Youtube

Sono molte le prese di posizione dell’A.Ge. Toscana su questa tematica. Eccone alcune:

730, Unico: Detrarre le spese scolastiche

Botta e risposta con il Ministero


Il bilancio ballerino delle scuole

Approfondimento: bilancio delle scuole e contributo dei genitori


Visite fiscali e contributo genitori

Iscrizioni: sotto assedio il contributo dei genitori

Genitori, Scuola e Carta Igienica



LEGGI ANCHE:

L'articolo apparso sulla Rivista dell'Istruzione, ottobre 2010

Gli articoli pubblicati su Tuttoscuola:

Contributo dei genitori e detrazioni fiscali, aprile 2011

Genitori: come si utilizzano le risorse della scuola? maggio 2011


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