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Conferenza stampa ad ArezzoCe l'hanno fatta i genitori di Arezzo insieme all'Associazione Genitori A.Ge. Toscana a sbaragliare il fronte dei fautori degli istituti comprensivi ad ogni costo. Il Consiglio comunale di Arezzo ha approvato all'unanimità la proposta di delibera popolare nella quale si chiedeva di attivare subito un tavolo per rivedere la rete scolastica aretina.
Alla fine, di fronte all'evidenza dei fatti, ha ceduto anche l'Assessore Francesca Tavanti: a 40 giorni dall'apertura dell'anno scolastico, un istituto comprensivo di quasi 1400 alunni risulta scoperto di dirigente scolastico e direttore amministrativo; un altro (composto di oltre 1300 alunni e 14 sedi) non ha più la segreteria, perché tutto il personale ha chiesto il trasferimento. Segno evidente che il personale della scuola è il primo a non credere ai 6 maxi-istituti comprensivi voluti dall'Amministrazione comunale di Arezzo.

Il presidente della Consulta dei genitori di Arezzo, Giuseppe Argirò, ha avuto facilmente ragione sull'Assessore Tavanti, che dichiarava una media di 1000-1100 alunni. Lui, professore di matematica, aveva fatto bene i conti e ha precisato che la media è di 1231 alunni, ben oltre i parametri fissati dallo Stato e dalla Regione Toscana per il buon funzionamento delle scuole, che oscillano fra 500 e 900 alunni.

Una relazione gustosa della seduta è a firma di Franca Corradini, titolare di Ascuoladibugie, un blog ben noto agli appassionati di scuola, tanto da essere visitato da quasi diecimila lettori ogni giorno. Una versione più istituzionale si può trovare su Arezzonotizie, a cura dell'Ufficio comunicazione del Comune.

Ancora più importante il fatto che per la prima volta venga messa ufficialmente in discussione una tipologia di rete scolastica nata insieme all' "onda anomala" del Ministro Luigi Berlinguer  e inaspettatamente sopravvissuta al naufragio di quel progetto di scuola proprio per la sua capacità di fare economie. Un modello di scuola che, manco a dirlo, piace al Ministro Gelmini, ma che si distacca troppo dalla qualità della scuola che come genitori chiediamo per i nostri figli.