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Inizia un nuovo anno scolastico e non possiamo fare a meno di fare i nostri migliori auguri innanzitutto agli studenti e poi ai loro insegnanti e alle loro famiglie, senza dimenticare il personale ATA e i dirigenti scolastici.
Non sarà un anno facile: le nomine sono partite in ritardo, le novità sono molte e la macchina scolastica fatica a mettersi in moto. In Toscana abbiamo classi più affollate e la qualità dell’istruzione impartita ai nostri figli non può non risentirne.


Le cifre ufficiali fanno pensare: di fronte ad un aumento di 7.237 alunni, abbiamo avuto un calo di 23 classi e di 1.712 docenti, e cioè classi più affollate e un rapporto più alto alunni/docenti. Non può fare altro che piacere che la Regione Toscana metta a disposizione le risorse per accogliere 750 alunni della scuola materna rimasti finora in lista d'attesa.

La Toscana ha anche un altro primato, di cui purtroppo c’è poco da vantarsi, ossia l’altissimo numero di alunni per istituzione scolastica, con una media che si aggira intorno agli 833 alunni per scuola.

Considerando che l’autonomia scolastica prevede di norma scuole comprese fra 500 e 900 alunni, non sorprende scoprire che poco meno della metà delle 545 scuole toscane (49,73%) rispetta i parametri dell’autonomia, alcune (13,84%) sono al di sotto, in genere per motivi legati al territorio, e ben 200 sono al di sopra, con punte che toccano i 1.700-2.000 alunni per scuola. Come è possibile che siano gestite tutte al meglio delle loro potenzialità?

Ormai da alcuni anni la nostra Associazione chiede che non ci si limiti ad accorpare scuole in istituti comprensivi, ma che gli Enti locali tutti (Comuni, Province, Regione) che a vario titolo sono coinvolte nel processo di dimensionamento della rete scolastica, facciano una valutazione accurata degli alunni e dei territori e programmino secondo buon senso, facendo valere il sacrificio già fatto negli anni passati dalle scuole toscane, per evitare tagli eccessivi e ricadute negative sulla funzionalità delle scuole dei nostri figli.


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