La Camera dei Deputati da mercantenotizie.altervista.orgDai e dai, ci sono riusciti a sciupare una legge –quella degli organi collegiali della scuola- bella anche se poco attuata. Il testo di riforma approvato dalla VII Commissione della Camera in sede legislativa è infatti una pessima legge, frutto di mediazioni, scuciture e ricuciture. Leggendola, viene da chiedersi se i nostri Deputati non avessero niente di meglio da fare se non una legge peggiorativa di ciò che già esiste. “Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali” è sbagliata già nel titolo, perché l’autonomia statutaria riguarda solo le modalità di elezione di una decina di persone, una volta ogni tre anni. E quanto a confusione, anche il testo non è da meno.

 

 

TESTO UNIFICATO CON EMENDAMENTI A FRONTE


Ecco i punti salienti del testo approvato dalla Camera il 10 ottobre 2012:

AUTONOMIA STATUTARIA: è uno specchietto per le allodole, ecco cosa dice l’art. 4 comma 4): “Gli statuti delle istituzioni scolastiche regolano l'istituzione e la composizione degli organi interni, nonché le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica. Per quanto attiene il funzionamento degli organi interni le istituzioni scolastiche adottano i regolamenti”. Cioè si è autonomi solo per stabilire le regole elettorali.

I NUOVI ORGANI DELLE SCUOLE: il nuovo Consiglio dell'autonomia scolastica sostituirà il vecchio Consiglio di istituto o circolo. Sempre presieduto da un genitore, sempre composto da dirigente scolastico, docenti, studenti (per le superiori), genitori e membri del personale Ata, sempre tre anni di durata, stesse competenze (piano dell'offerta formativa, lo statuto, il bilancio, regolamento d’istituto), in più designa i componenti del nucleo di valutazione e i suoi membri sono compresi fra 9 e 13, ma può essere integrato dalla presenza di membri esterni senza diritto di voto (e meno male!).

C’è un particolare: ai sensi dell’art. 3 comma 2) “Per l'esercizio dei compiti di cui alle lettere da c) a g) (=l’adozione del Piano dell’offerta formativa; l’approvazione di bilancio e consuntivo; la deliberazione del regolamento d’istituto; la designazione dei membri del nucleo di autovalutazione) è necessaria la proposta del dirigente scolastico”. C’è da capire dove sia l’autonomia di questo rinnovato “Consiglio dell’autonomia” se è solo il dirigente a decidere cosa proporre.

Il dirigente scolastico che è il legale rappresentante della scuola, "gestisce le risorse umane, finanziarie e strumentali e risponde dei risultati del servizio agli organismi istituzionalmente e statutariamente competenti". C'e' poi il Consiglio dei docenti (e non più Collegio), che programma la didattica e valuta gli alunni. Consigli di classe, commissioni e dipartimenti sono una articolazione del Consiglio dei docenti.

In sede di emendamento, è stata recuperata la figura del rappresentante di classe, che però viene escluso dalla programmazione dell’attività didattica. Inoltre “le istituzioni scolastiche, nell'ambito dell'autonomia organizzativa e didattica riconosciuta dalla legge, prevedono forme di la partecipazione alle attività della scuola degli studenti e delle famiglie, di cui garantiscono l'esercizio dei diritti di riunione, di associazione e di rappresentanza”.

NUCLEI DI AUTOVALUTAZIONE: le scuole dovranno eleggere fra i loro organi di istituto anche un nucleo di  autovalutazione dell'efficienza, dell'efficacia e della qualità complessive del servizio scolastico (da 5 a 7 componenti). Ogni anno sarà redatto un Rapporto che dovrà essere reso pubblico "secondo modalità definite dal regolamento della scuola" e servirà “come parametro di riferimento per l'elaborazione del piano dell'offerta formativa e del programma
annuale delle attività” del personale ATA.

LE RETI DI SCUOLE:  Le scuole "possono promuovere o partecipare alla costituzione di reti, associazioni e organizzazioni no profit, consorzi e associazioni di scuole autonome". Le scuole possono ricevere soldi da soggetti pubblici e privati e in particolare da Fondazioni finalizzate al "sostegno economico della loro attività, per il raggiungimento degli obiettivi strategici indicati nel piano dell'offerta formativa e per l'innalzamento degli standard di competenza dei singoli studenti". Inoltre “contributi superiori a 5000 euro potranno provenire soltanto da enti che per legge o per statuto hanno l'obbligo di rendere pubblico il proprio bilancio”: c’è da chiedersi chi entrare a finanziare le scuole senza adeguate garanzie, mantenendosi appena sotto la soglia dei 5000 euro.

IL CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE SCOLASTICHE: Il Ministero istituirà un nuovo organismo, composto da rappresentanti eletti rispettivamente da docenti, dirigenti scolastici e membri dei Consigli dell'autonomia delle scuole. Sarà un organo "di partecipazione e di corresponsabilità tra Stato, Regioni, Enti Locali ed Autonomie Scolastiche " nella gestione della pubblica istruzione. Le Regioni possono istituire la Conferenza regionale del sistema educativo per esprimere pareri sui piani di organizzazione della rete scolastica; proposte e pareri sulla programmazione dell'offerta formativa, ecc. Guardandoci indietro, difficile pensarne bene.

MONITORAGGIO:
 Non poteva infine mancare una Commissione per monitorare per due anni l’attuazione della legge. Meno male che si tratta di soli due anni, perché anche questo ha tutta l’aria di un organo inutile.

 

IL TESTO DELLA PETIZIONE

 
Alcune delle richieste in petizione sono già state accolte dalla Camera, ma è necessario ribadirle perché il Senato potrebbe tornare indietro.

ISTRUZIONI: la petizione deve essere stampata fronte retro, compilata in modo leggibile e fatta firmare. Il foglio della petizione, il più possibile completo di firme, va inviato a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. dopo averlo scannerizzato in formato .pdf o .jpg (a bassa risoluzione). Per una migliore gestione delle schede arrivate, si richiede se possibile di indicare la città ed eventualmente la scuola nel nome del file (es: Firenze_Rodari.pdf).
In alternativa è possibile inviare direttamente i fogli firmati alla Segreteria AGe Toscana presso AGe Argentario, via Baschieri 63, 58019 Porto S. Stefano.

 

ATTENZIONE: se un foglio non è del tutto completo di firme, non importa: meglio inviarlo subito che aspettare troppo.

 

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