Da maremmatoscana Foto Enzo Russo: il bambinello travolto dal fango e recuperato con amoreNella zona dell’alluvione la situazione è migliorata ma l’emergenza ancora non è finita. I riflettori si sono spenti, richiamati altrove da altre notizie, i giornali non ne parlano quasi più, ma resta ancora tanto da fare. Nel centro abitato di Albinia si comincia a vedere un ritorno alla normalità: il fango è quasi scomparso, i commercianti e le piccole imprese con mille difficoltà provano a riaprire le loro attività con la forza di chi non vuole mollare. Le luminarie natalizie nelle vie lo fanno sembrare un Natale come tanti altri. Ma non è così.

Ancora oggi a un mese dall’alluvione, numerose famiglie non sono riuscite a rientrare nelle proprie case e sono ospitate in alberghi, negli edifici parrocchiali o sono ospiti di amici e parenti.

Nelle campagne la situazione è più difficile e complicata. Tante abitazioni sono ancora invase dal fango e gli aiuti arrivano con più difficoltà o non sono mai arrivati. Le famiglie più isolate e più difficilmente raggiungibili dai volontari sono quelle che hanno ancora tanti problemi da risolvere. Spesso sono persone anziane che avevano un piccolo orto e qualche animale. L’orto ora è distrutto e ricoperto da uno spesso manto di fango e gli animali non sono sopravvissuti . Le coltivazioni sono andate distrutte e il fango depositato crea uno strato simile al cemento che impedisce la crescita di qualsiasi cosa. Il fango è inquinato (forse addirittura nocivo) e passeranno mesi se non anni prima che si possa tornare a coltivare anche una sola pianta. Fuori da ogni casa rurale ci sono alti mucchi di fango che nessuno ha ancora portato via.

Gli aiuti gestiti dalle istituzioni/amministrazioni sono quasi scomparsi; tante case devono ancora rifare l’impianto elettrico e l’unico riscaldamento che possono utilizzare è il camino o le stufe a pellet perché le caldaie a gas/gasolio non sono più utilizzabili.

Se comincia a piovere vanno tutti nel panico, psicologicamente sono fragili, si sentono abbandonati dalle istituzioni, sono arrabbiati ma continuano tutti a rimboccarsi le maniche.

Le famiglie hanno bisogno di aiuti materiali come lavatrici, frigoriferi e mobili per la casa. Lamentano la disorganizzazione ed un mancato coordinamento degli aiuti e dei bisogni degli alluvionati.

Nascono nuovi comitati e associazioni locali, che rimangono le uniche che riescono ad aiutare chi ha bisogno perché conoscono bene il territorio e i suoi abitanti, portando loro aiuto direttamente nelle case.
Nascono lotterie, tombole, mercatini, raccolta di giocattoli, raccolta di decorazioni per gli alberi di Natale in ogni parrocchia, scuola, associazione: nella zona tutti raccolgono fondi per Albinia e dintorni.

Come AGe Toscana andiamo avanti con la campagna di solidarietà: chi vuole dare un aiuto alle famiglie con bambini colpite dall’alluvione può versare un contributo anche piccolo su IT98H 03359 01600 100000006860 intestato all'Associazione Genitori A.Ge. Toscana con causale EMERGENZA MAREMMA.

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