Bella, affascinante e forse un po' cara: questa la sintesi di FloraFirenze 2015, la porta fiorita di Expo che resterà aperta fino all'11 maggio presso l'ex ippodromo delle Mulina, all'interno del parco delle Cascine a Firenze. Per raggiungere la sede espositiva, il modo più semplice è quello di scendere alla fermata Cascine Carlo Monni della Tranvia e prendere la navetta gratuita, che parte ogni venti minuti. Per gli appassionati di piante e fiori, si tratta in effetti di un'occasione memorabile: piante grasse che sembrano sculture, un'assortimento infinito di piante carnivore, rose profumate e agrumi di ogni tipo.


Su tutto, giganteggia la fontana tropicale: un arco a sei pilastri alto cinque piani, tutto fatto di azalee rosse, che sovrasta una cupola bianca su cui cade l'acqua a scroscio; all'interno, felci arboree e orchidee epifite dai fiori giganti e dai colori smaglianti: davvero di che rimanere a bocca aperta.

Intorno, giardini allestiti con una magnificenza di piante non comuni. Di fronte alla vecchia postazione sopraelevata da cui lo speaker commentava le corse al trotto, c'è lo stand dell'Associazione Atabs (Associazione toscana amatori bonsai e suiseki), che espone i bonsai e i suiseki dei propri soci e propone un corso per principianti ogni settimana partire dal 15 maggio, presso i locali del Quartiere 2 in via San Michele a Rovezzano 10. Il corso è gratuito, l'unico requisito per partecipare è l'essere soci (per informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Cosa sono i suiseki? Rocce lavorate dalle forze della natura, che guidano l'osservatore a immaginare una scena naturale; per ulteriori approfondimenti conviene frequentare il corso fino all'ultima lezione.

I quadri di Luciano PasquiniNel padiglione a fianco troviamo gli allestimenti dei maestri fioristi in gara per la X Coppa Italia Federfiori in dialogo con l'arte figurativa degli ultimi secoli; da segnalare in particolare i due stand toscani e quello friulano. Prima di uscire, non dimentichiamo di ammirare un piccolo gioiello del passato: la frutta realizzata dal maestro ceroplasta Francesco Garnier Valletti (1808-1889), adesso di proprietà del vicino Istituto Tecnico Agrario. E' interessante scoprire che quest'arte nei secoli passati era un'eccellenza italiana e che i frutti, realizzati in cera o gesso, con un'attenzione che si spingeva fino alla riproduzione dei minimi dettagli -peso compreso- venivano utilizzati principalmente per motivi di studio, prima ancora che decorativi.

Altra meraviglia, nel padiglione dal lato opposto, le mostre di agrumi rari e le rose storiche. In particolare il Citrus aurantium "Bizzarria", che fu scoperto intorno al 1644 nel giardino della villa Panciatichi alla Torre degli Agli e fu accolto come rarità nelle collezioni medicee. Andato perduto, fu ritrovato nel giardino della Villa Medicea di Castello nel 1980. Probabilmente frutto di un innesto mal riuscito, la Bizzarria è un raro agrume chimerico che produce sia frutti di arancio amaro che di limone cedrato, sia infine frutti misti screziati di giallo e di arancio dall'aspetto rugoso e bitorzoluti.
All'interno della mostra sono in vendita accessori di ogni tipo per il giardinaggio. Segnaliamo in particolare le ceramiche della Fornace Pesci di Impruneta (www.fornacepesci.it), che vanno dalla semplice oggettistica a veri e propri oggetti d'arte, nella più autentica tradizione toscana. Gentilmente, ai visitatori dello stand viene offerto un piccolo coccio firmato, da utilizzare per una piantina grassa o per una candela.

Lucinao Pasquini dipinge per il MeyerPrima di uscire l'ultima sorpresa, un pittore che dipinge in diretta opere destinate a sostenere l'ospedale pediatrico Meyer e che accoglie classi di bambini per insegnare loro a dipingere. Luciano Pasquini è un signore gentile e anche un pittore famoso. Un pittore bravissimo, che da 45 anni dipinge i fiori dal vero perché, spiega, "i fiori vengono bene solo se si ha il soggetto davanti". Di lui, la soprintendente Cristina Acidini ha detto "L'equilibrio di tagli, di volumi, di tinte, di luci e d'ombre... è il tratto distintivo di un maestro sicuro". E basta guardarsi intorno, vedere i fiori, i campi, le case della nostra campagna toscana che emergono dai suoi quadri, per capire che la dottoressa Acidini ha proprio ragione.

Da piccolo, Luciano Pasquini ha avuto la fortuna di essere alunno della maestra Maria Maltoni, entrata nella storia della didattica italiana per aver insegnato ai suoi allievi a osservare il proprio ambiente di vita e poi a rielaborarlo con disegni e diari. In seguito, a 28 anni, la moglie gli regalò una scatola di colori a olio e da allora lui non ha più smesso di dipingere, riprendendo inconsapevolmente i temi della sua infanzia. Nel 2005 visita una mostra dedicata a Maria Maltoni e capisce il perché della sua ispirazione, da qui la sua gratitudine e il costante ricordo di questa grande maestra. Alla sua storia, il regista Michelangelo Pepe (già regista di SuperQuark e Ulisse e attualmente regista di Geo&Geo) ha dedicato un bel film-documentario, che possiamo apprezzare sul sito www.lucianopasquini.it.

Una tavolozza lunga 45 anni di intensa pittura
FloraFirenze è stata realizzata con il patrocinio di Toscana Expo Milano 2015, Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e con il supporto scientifico dell'Accademia dei Georgofili. Dicevamo del costo del biglietto, effettivamente un po' caro, che probabilmente ha contribuito ad scoraggiare i visitatori. Gli espositori si dicono poco soddisfatti e in effetti di gente ce n'é poca davvero. Peccato, perché si tratta veramente di una mostra di grande qualità.

Molte delle meraviglie in mostra (novità, rose, piante grasse, piante carnivore ecc.) possono essere acquistate nel mercatino esterno, accessibile anche senza biglietto. Inoltre l'11 maggio, ultimo giorno della manifestazione, alcuni degli esemplari più interessanti delle aree espositive verranno messi in vendita con particolari agevolazioni.

 

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