Sembra la quadratura del cerchio, e in effetti lo è, conciliare le pressanti istanze di amministrazioni e famiglie per rientrare tutti a scuola a settembre con gli ingombranti paletti posti dal Comitato tecnico scientifico nel documento del  28 maggio scorso, in merito alle ripresa delle attività didattiche. La soluzione proposta dall'Associazione genitori A.Ge. Toscana prevede una turnazione settimanale di tutti gli alunni, con sanificazione nella giornata di sabato, e collegamento in diretta con i compagni di classe che seguono in quel momento le lezioni da casa. Una soluzione applicabile in qualsiasi contesto scolastico.

“Posto che nessuno vuole una seconda ondata dell'epidemia e che i più giovani hanno necessità di tornare a formarsi a scuola con i loro compagni in sicurezza, siamo partiti riflettendo sui vincoli imposti: gruppi di non più di 10 alunni, ulteriormente ridotti nella scuola dell’infanzia; ingressi scaglionati, soprattutto nella scuola superiore,  per ridurre l'affollamento dei mezzi pubblici; aerazione continua degli spazi comuni e delle palestre; pulizia approfondita, specie delle superfici di contatto; invarianza degli organici di docenti e ATA, mascherina fino al raggiungimento del banco, 2mq di spazio individuale ad alunno, distanza fra docente e banchi di almeno 2 metri, garantire le aree di passaggio – dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente A.Ge. Toscana – Nella nostra regione abbiamo una media di 21,25 alunni per classe, un po’ superiore a quella nazionale, per cui a voler rimandare tutti in classe a settembre si triplicherebbe l'esigenza di spazi e di personale della scuola: un'eventualità del tutto irrealistica, anche se come genitori auspichiamo un aumento del personale scolastico per fronteggiare al meglio questa emergenza”.

“Abbiamo inizialmente pensato di privilegiare le classi terminali, con lezioni di 40 minuti e didattica a distanza per coloro che rimanevano a casa, ma la notizia che l'Unione Europea punta a ottenere un vaccino in 12-18 mesi ci ha confermato che verosimilmente ci sarà da affrontare un intero anno scolastico –prosegue Di Goro- Ecco allora la nostra proposta: suddividere le classi in gruppi omogenei definiti a priori dai docenti e non modificabili su istanza delle famiglie, per evitare inutili conflitti e/o contagi incrociati; effettuare turnazioni settimanali, con pulizia approfondita e sanificazione delle superfici di contatto nella giornata di sabato; dotare ogni classe di un'adeguata videocamera, perché chi è a casa possa seguire le lezioni dal vivo insieme ai propri compagni; potenziare l'organico dei collaboratori scolastici, soprattutto nelle scuole dell’infanzia; garantire alle famiglie il diritto effettivo di fruire della didattica a distanza (DAD), in modo da sanare le evidenti disparità verificatesi in questi primi mesi di scuola a distanza”.

“Il nodo cruciale saranno i nidi e le scuole dell'infanzia – afferma Vito Colella, presidente di A.Ge. Castelfiorentino- i bimbi si abbracciano, si mettono le mani e i giocattoli in bocca: rischiano di diventare un potente veicolo di infezione. Non dimentichiamo che quando non potranno essere a scuola saranno verosimilmente affidati ai nonni, i quali sono una categoria a rischio. C'è poi l'aspetto educativo: esperienze di incontri fra i bambini dei nidi e le loro educatrici dotate di mascherina mostrano che i bambini hanno paura dell'insegnante, pur avendola incontrata più volte in video in questi mesi. Cosa accadrà a settembre con i nuovi inserimenti? L'impatto psicologico sui piccolissimi non può essere trascurato”.

“Occorre un'attenta sincronia tra mondo della scuola, mondo del lavoro e istituzioni perché Didattica A Distanza significa necessariamente potenziamento del lavoro agile (smart working, congedi ecc. ) e misure a sostegno delle famiglie (estensione bonus baby sitter, incentivare datori di lavoro che favoriscono le turnazioni e lo smart working; temporaneo cambiamento di mansioni a richiesta)” evidenzia Colella.

Chiediamo alle scuole di mettere a frutto tutte le risorse del decreto ‘Rilancio’ –conclude Di Goro- Si tratta di decine di migliaia di euro dedicati al supporto alla Didattica A Distanza e a quello psicologico, a interventi per la disabilità e i bisogni educativi speciali, al potenziamento della DAD, all'adeguamento e alla manutenzione di laboratori, palestre e ambienti didattici innovativi: sarebbe un vero spreco doverli restituire il 30 settembre prossimo perché inutilizzati (art. 231 D.L. 19.5.2020, n. 34)”.

Accorgimenti, programmazioni, strategie, il tutto finalizzato a garantire qualità nella didattica, perché al di là delle soluzioni e dei tecnicismi, quello che occorre è avere una scuola di qualità per i nostri figli

LEGGI LA PROPOSTA DI A.GE. TOSCANA



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