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DidatticaParlare di didattica, lo sappiamo, non sta a noi genitori. Però quando la didattica va ad incidere sull’educazione di nostro figlio dobbiamo, e non solo possiamo, avere voce in capitolo. Nei tempi e nei modi consentiti, come ovvio.



Hanno bocciato mio figlio
Patto di corresponsabilità
E se il genitore non firmasse il patto?
La foto di fine anno
Tornare a casa da soli
Idoneità degli insegnanti
Avere un figlio dislessico (.pdf)
L’insegnante in maternità
Partecipare al Piano dell’Offerta Formativa
Il parroco a scuola
Calendario scolastico e variazioni
Chi decide in merito alle gite scolastiche?
Genitori in gita

 

HANNO BOCCIATO MIO FIGLIO

Avrei bisogno del vostro aiuto: ho necessità di presentare un ricorso contro la bocciatura di mio figlio, che doveva avere solo un debito e se n’è trovati due, in più alla fine lo hanno anche bocciato. Mi sapreste dire a chi devo presentare il ricorso e come prepararlo?
Entro quanto tempo la scuola deve consegnare le copie degli elaborati scritti dal momento della richiesta? Posso chiedere la copia del verbale del consiglio di classe?

Gentile Signora, deve rivolgersi a un avvocato esperto in ricorsi scolastici. Tenga presente che la bocciatura può essere impugnata solo per vizi di forma e che la valutazione degli insegnanti è insindacabile, per cui è difficilissimo vincere un ricorso di questo tipo.

Altra strada che può percorrere è quella di scrivere agli Ispettori Tecnici presso l'Ufficio Scolastico Regionale, spiegando tutti i motivi che la inducono a impugnare la bocciatura. Gli ispettori faranno un sopralluogo e così almeno avrà la tranquillità che tutto si sia svolto secondo le regole, anche se il risultato alla fine è lo stesso.

Per accedere agli atti (elaborati scritti e verbali del Consiglio di classe) faccia richiesta scritta dicendo che vuole tutelare la posizione giuridica di suo figlio che è risultato non ammesso alla classe successiva. Sottolineando l'urgenza potrà probabilmente avere le copie prima dei 30 giorni concessi alle Amministrazioni per provvedere. La segreteria cancellerà i nomi degli altri studenti in modo indelebile o le consegnerà un estratto: ai suoi fini va bene, a meno che non debba far valere disparità di trattamento (quella sì difficile da dimostrare).




2) Patto di corresponsabilità

Ho chiesto alla Dirigente scolastica del nostro Istituto di visionare il Patto di Corresponsabilità. Lei gentilmente me lo ha mostrato dicendomi che è un documento allegato al Regolamento dell’Istituto e che per legge deve essere proposto e fatto sottoscrivere solamente agli alunni ed ai genitori della classe 1a media.
Vorrei sapere se questa legge è veramente così, perché avevo capito che il Patto di Corresponsabilità era valido anche per le Elementari.

H
a ragione la sua Dirigente: il Patto di Corresponsabilità è riservato solo alla scuola secondaria (medie e superiori), ciò non toglie che il Consiglio di Istituto decida di adattarlo e adottarlo anche per la scuola primaria (e volendo per l'infanzia). Quello che ci preme come genitori è che si privilegi però il Patto educativo (ossia che educazione daremo insieme ai nostri giovani), e solo in un secondo momento si affrontino gli eventuali problemi che possono sorgere stipulando un Patto di corresponsabilità (e cioè chi paga se il bambino rompe un vetro o un paio di occhiali).



3) E se il genitore non firmasse il patto?

Nel nostro Istituto comprensivo stiamo affrontando adesso, all’apertura delle scuole, la proposta del Dirigente scolastico circa il Patto di Corresponsabilità; proposta arrivata con notevole ritardo e con richiesta di avallo velocissimo visto che è già tardi. Il nostro coordinamento dei Rappresentanti di classe avrebbe voluto l'istituzione di un gruppo di lavoro genitori - docenti, ma questo non è stato accettato, liquidando il tutto con la fretta di concludere. Vorrei porvi i seguenti quesiti:
- che cosa succede se il genitore rifiuta la firma del Patto?

- esiste (e per me sarebbe auspicabile), un modello a livello nazionale o una proposta delle Associazioni di genitori che garantisca, almeno sulla carta, gli alunni e le loro famiglie?
Vi ringrazio anticipatamente e con affetto per tutto l'aiuto e il sostegno che sempre ci avete dato (guai se non ci foste)! (Michela F.)

Cara Michela, se il genitore non firma non succede proprio nulla. Ci sono stati presidenti di consiglio di istituto che hanno deciso di non firmare proprio perché non condividevano determinate scelte della loro scuola.
Il patto doveva essere firmato al momento delle iscrizioni, a conclusione di un percorso condiviso che avrebbe dovuto interessare almeno il consiglio di istituto. Se sua la scuola è fuori tempo massimo non dovrebbe per questo forzare i tempi adesso, ma cercare piuttosto di fare un buon lavoro per l’anno prossimo, coinvolgendo tutte le componenti scolastiche. Se insistono, potete almeno pretendere di avviare il gruppo di lavoro in modo da avere un Patto condiviso per le prossime iscrizioni a gennaio.
Le Associazioni nazionali purtroppo non hanno preso una posizione comune in merito al Patto di corresponsabilità, ma le potrà essere forse utile leggere il pensiero dell'A.Ge. in merito al Patto educativo, che va ben oltre la semplice corresponsabilità
ed è quello che alla fine interessa davvero a noi genitori.



A mani alzate

4) La foto di fine anno

Anche quest’anno è stato vietato ai genitori degli alunni dell'ultimo anno della scuola primaria di avvalersi di un fotografo per la consueta foto ricordo. Il quinto anno è un anno importante, che chiude la prima fase del percorso d’istruzione dei ragazzi, e sia l’evento che la foto costituiscono un ricordo che li accompagnerà per tutta la vita.
Tale decisione appare a noi genitori infondata, quasi un abuso.

La causa che può aver indotto il dirigente a negare il permesso può essere legata a motivi amministrativo-contabili. Non si può permettere a un fotografo di fare foto a scuola senza aver prima bandito una gara secondo i criteri di trasparenza stabiliti dalla Contabilità di Stato.

Se però i genitori firmano ciascuno una liberatoria alla scuola ai fini della privacy e avanzano richiesta di far fotografare la classe gratuitamente da uno di loro o da un conoscente, non v'è niente che il dirigente possa obiettare.
C'è ancora un po' di tempo prima della fine delle lezioni: tenti la via burocratica e vedrà che funziona. Altrimenti potrà sempre organizzare una foto all'uscita di scuola.



5) Tornare a casa da soli

Come genitore di un bambino che frequenta la classe 5a Elementare, ho necessità di rivolgervi un quesito. Molti genitori, me compreso, si trovano in grande difficoltà rispetto al regolamento della nostra scuola (pare redatto di comune accordo con l'amministrazione comunale) che non solo per la scuola elementare, ma anche per la scuola media prescrive che i ragazzi non possono ritornare autonomamente a casa al termine delle lezioni, neanche se formalmente autorizzati dai genitori, ma devono essere accolti da un familiare maggiorenne ed autorizzato anche alla discesa dei mezzi di trasporto scolastico. Altre scuole dello stesso territorio adottano metodologie diverse. Il dirigente scolastico interpellato si è trincerato dietro la legge e non ha voluto modificare la disposizione. Andare a "prendere" dei ragazzi di 12, 13 e 14 anni allo scuolabus o all'uscita dal plesso scolastico è per i genitori che lavorano un grosso problema. La nostra è una realtà di piccolo paese dell'Appennino tosco-romagnolo dove ancora i ragazzi giocano per strada, si incontrano nella parrocchia o al circolo, si spostano in autonomia per andare a fare sport o alla scuola della banda comunale, è logica in questo contesto la decisione della scuola? Ma soprattutto è supportata da istanze di tipo giuridico?

Il dirigente ha formalmente ragione, in quanto la legge imputa la responsabilità di eventuali incidenti a chi ha in custodia il minore, per cui il passaggio di responsabilità si può avere solo con la 'consegna' del minore ai genitori o ad altro adulto munito di delega. Recenti sentenze sfavorevoli nei confronti di alcuni dirigenti scolastici hanno reso molto più rigida l'intera categoria su questo argomento.
Questo formalmente, in quanto le varie sentenze hanno finora sempre tenuto conto dell'età del minore, declinando la responsabilità (e di conseguenza il corrispettivo in euro da rimborsare alla parte lesa) a seconda del grado di autonomia raggiunto dal ragazzo.
Va precisato a questo punto che il regolamento di istituto è adottato dal Consiglio di Istituto e non dal dirigente né tanto meno dal comune, ente che può essere sì interpellato ma mai essere parte attiva. Il suggerimento è quello di cercare l'alleanza dei docenti e mettere in atto una sperimentazione del tipo "Pedibus" (può trovarne vari esempi su Internet), attivo in alcune città, che prevede che anche i bambini delle elementari possano andare a scuola da soli (e anche tornare). Dopo di ché il Consiglio di istituto potrà deliberare nuovamente il regolamento. Il dirigente dovrebbe tranquillizzarsi quel tanto che gli consenta di essere un po' più elastico.



6) Idoneità degli insegnanti

Come rappresentante di classe di una scuola d'infanzia mi trovo a dover discutere quotidianamente  con i genitori a proposito di una insegnante che, a seguito di un incidente stradale, ha problemi di deambulazione e di linguaggio piuttosto evidenti.
La persona interessata è sì molto dolce e gentile con i bambini, ma fa molta fatica a seguirli. In sua presenza i bambini si picchiano, si tirano oggetti e per questo motivo non fanno uscite didattiche né in giardino. Cosa può o deve fare una Dirigenza Scolastica in questi casi?
Una mamma preoccupata

Gentile Signora, vada con serenità dal Dirigente e spieghi a lui tutto quanto: il rispetto per la persona dell'insegnante unita alla preoccupazione per i bambini.
Lui valuterà se avviare una pratica di dispensa dall'insegnamento chiedendo l'intervento dell'apposita Commissione Medica istituita a livello provinciale. Il Dirigente infatti ha il dovere di tutelare i bambini e voi genitori quello di segnalare le situazioni critiche.



7) Avere un figlio dislessico (.pdf)



8) L’insegnante in maternità

Vorrei una delucidazione a proposito del rientro dalla maternità di un’insegnante di ruolo di mio figlio minore che frequenta la classe 5^ elementare. L’insegnante, che ha prestato servizio fino alla classe 3^, è rimasta incinta ed ha partorito, se la memoria non mi inganna, a Novembre 2007, quindi circa un anno fa. Voci di corridoio darebbero per probabile il suo rientro a pieno regime non prima del mese di Marzo prossimo, cioè ben oltre la metà dell’anno scolastico. Secondo noi genitori se ciò avvenisse non sarebbe proprio il massimo per quanto riguarda la didattica poiché com'è ovvio che sia, ogni insegnante ha il proprio metodo nell'insegnamento e doversi trovare a Marzo (chissà se fine o inizio) a dover sostituire maestra dopo averne con ogni probabilità cambiate almeno altre due durante l'anno (supplenti provvisorie in attesa di conferimento definitivo dell'incarico all'avente diritto in base alle graduatorie di merito stilate). Domando quindi: da un punto di vista normativo, una tale ipotesi sarebbe ammissibile? Inoltre, la massima astensione facoltativa che una donna lavoratrice madre ha diritto a fruire, non è di 12 mesi dal parto?

Mi spiace doverle confermare che il congedo obbligatorio post partum dura tre mesi dalla data del parto, dopo di ché la madre ha diritto all'astensione facoltativa per sei mesi, da fruire a sua scelta entro gli otto anni di vita del bambino (veda anche
http://www.pinodurantescuola.it/Astensioni_matern.htm). Ci metta di mezzo le ferie estive e vedrà che i conti tornano.   
Non c'è niente che come genitori possiamo fare, anche perché -a ben guardare- l'interesse generale, in questi tempi di bassa natalità, con tutti i problemi che ne conseguono, chiede che si facciano più figli possibile.  



Studenti alla maturità

9) Partecipare al Piano dell’offerta formativa

Ma come faccio a intervenire sul POF? I docenti sono i professionisti della scuola, sanno loro cosa è giusto.

Questa è una posizione piuttosto comune fra i genitori. Peccato che la normativa stabilisca diversamente. I genitori sono parte attiva nella gestione della scuola fin dai Decreti Delegati del 1974, e questa scelta del nostro Legislatore è stata confermata dal Regolamento dell’Autonomia scolastica, che vede alla base del Piano dell’Offerta Formativa di ogni scuola la ricognizione dei bisogni formativi del territorio, proprio a partire dalle esigenze delle famiglie, sentito il parere delle Associazioni, anche di fatto, dei genitori. 
Il Consiglio di Circolo/Istituto ha la responsabilità di deliberare i criteri e gli indirizzi in base ai quali il Collegio dei docenti elabora il POF; procede poi all’adozione e alla verifica sull’attuazione. E come sappiamo, del Consiglio di Circolo/Istituto fanno parte a pieno titolo i genitori.  



10) Il parroco a scuola


L’anno scorso nella scuola primaria dove va mia figlia non è stato permesso l’accesso al sacerdote né tanto meno al vescovo che era venuto a far visita alla nostra comunità. Ho saputo che la negazione della visita del sacerdote è stata stabilita in Consiglio di Istituto.
Può il Consiglio d’Istituto decidere se far entrare o meno un sacerdote a scuola?
Credo che sarebbe più opportuno chiedere il parere dei genitori se far entrare o meno il sacerdote in un istituto scolastico: sono i nostri bambini e dovremmo almeno partecipare a decisioni come queste soprattutto se prese e mai comunicate espressamente.

Pur comprendendo il dispiacere della mamma per ciò che è stato deliberato nella scuola di sua figlia, va tenuto presente che la scuola è tenuta a farsi carico della cultura religiosa ma non degli atti di culto, come appunto è la benedizione delle case (e delle scuole). Quello che la signora può fare è verificare se esiste un desiderio diffuso da parte dei genitori di avere la visita del parroco nella scuola dei propri figli e chiedere che tale desiderio sia preso in debita considerazione.



11) Calendario scolastico e variazioni

Un dirigente, può variare il calendario scolastico dell'anno in corso senza l'approvazione del consiglio di istituto???

Non può farlo assolutamente. Inoltre la delibera del Consiglio di Istituto deve intervenire con mesi di anticipo, meglio se entro la conclusione dell’a.s. precedente, in modo da poter essere comunicata tempestivamente al comune, ai genitori e a tutti gli altri interessati.

Ecco cosa dice la Delibera n. 373 del 22-03-2010 della Giunta Regionale a proposito del Calendario scolastico 2010/2011 per la Regione Toscana: “Le suddette determinazioni relative al calendario scolastico, sono assunte dai competenti organi delle Istituzioni Scolastiche, in parallelo alla definizione del POF di norma entro il 30 giugno 2010, d’intesa con gli Enti Locali erogatori dei servizi scolastici e nel rispetto del CCNL.
Nel caso l’Istituzione Scolastica autonoma intenda anticipare ad una data compresa fra il giorno 13 settembre 2010 ed il 15 settembre 2010 l’inizio dell’Anno scolastico, tale determinazione deve essere assunta in tempo utile per essere comunicata alle famiglie entro il termine delle attività didattiche relative all’anno scolastico 2009/2010, ossia sabato 12 giugno 2010”.



12) Chi decide in merito alle gite scolastiche?

Poiché alcuni Consigli di classe hanno stabilito di non
fare i viaggi d'istruzione, il Consiglio d'istituto ha chiesto loro di rivedere la decisione, proponendo la presenza di alcuni genitori.
I docenti di una classe hanno risposto che non accettano la presenza dei genitori e che il viaggio non si farà perché la classe non è gestibile.
E’ possibile che il consiglio di classe, che decide per i viaggi d'istruzione , la meta, la durata di 1 o 2 giorni, escluda da queste decisioni i genitori rappresentanti? La decisione è solo di competenza dei docenti del consiglio di classe?

Per legge il consiglio di classe si svolge 'a porte chiuse' solo quando si tratta di singoli alunni, di valutazione ecc. Le decisioni in merito ai viaggi d’istruzione vanno prese con il consiglio nella sua interezza. Le proposte che fate sono accettabili e non si vede perché le rigettino.



13) Genitori in gita

I genitori possono partecipare alle gite scolastiche? Nella nostra Scuola Superiore si sta verificando che per colpa dei ragazzi più vivaci la Dirigente d'accordo con gran parte dei docenti ha abolito la gita a discapito di gran parte della classe che e' tranquilla e meritevole! La Dirigente sostiene che c'è una legge che vieta ai genitori di partecipare alla gita, è vero?

I genitori possono partecipare alle gite, solo che la responsabilità resta a carico dei docenti. Questi a loro volta possono essere coadiuvati nella sorveglianza dal personale ATA ed eventualmente dai genitori, ma la responsabilità resta a loro carico.

Di norma i vettori (bus privati, mezzi di linea ecc) sono assicurati per i danni a terzi e le assicurazioni delle scuole dovrebbero prevedere la copertura delle attività del POF per tutte le persone coinvolte. L'unica eccezione risultano essere gli scuolabus comunali, che non prevedono la presenza a bordo di genitori, ma per il resto non dovrebbero esserci impedimenti.

Visto che non si tratta di 'gita' ma di viaggio d'istruzione, e perciò nelle competenze del consiglio di classe, l'unica strada è mediare con i docenti, cercare di capire i problemi e proporre delle soluzioni mediate con l'ausilio dei rappresentanti di classe, che del consiglio sono (o comunque dovrebbero essere) parte attiva.



NB  Il servizio di consulenza di AGe Toscana è riservato ai soci e ai sostenitori.

E' anche possibile proporre un quesito sulla pagina Facebook di AGe Toscana, curata da Angela Rigucci.