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Passato il momento delle elezioni, occorre subito diventare esperti di tutta una serie di procedure indispensabili per svolgere al meglio il proprio ruolo.

Ecco gli strumenti per superare la prova con onore, facendo anche bella figura.



Il Consiglio d’istituto
: come funziona    (Vai all'approfondimento)

a - Mancata convocazione del consigliere
b - Dichiarazione di voto
c - Numero legale e validità delle delibere
d - Verbale in visione
e - Accesso agli atti
f - Albo della sede staccata
g - Destinazione dei contributi dei genitori
h - Approvazione del bilancio
i - Firma del Conto consuntivo
l - Avere copia della relazione dei Revisori dei conti
m - Pubblicità della società sportiva
n - La Commissione mensa

Il Consiglio di Circolo e d'Istituto di Giuseppe Richiedei


a - Mancata convocazione del consigliere


Ieri pomeriggio si è tenuto il Consiglio d'Istituto, ma io non avevo ricevuto la convocazione. Ho contattato la scuola sia telefonicamente che per e-mail e per fax, ma al momento non ho ricevuto nessuna spiegazione. Gradirei sapere se la seduta può ritenersi valida e come posso comportarmi.

S
e lei effettivamente non ha ricevuto la convocazione la seduta non può ritenersi valida. Lo faccia presente con garbata decisione al Dirigente scolastico e veda cosa le risponde.
Valuti poi se condivide le delibere adottate e, se sì, decida se è opportuno far celebrare di nuovo la seduta, considerato soprattutto il fatto che il 30 giugno è una scadenza tassativa per la verifica del POF, per cui questo metterebbe in una certa difficoltà la scuola.
Se invece c'è qualcosa che non la convince, vada pure avanti con le sue giuste rivendicazioni.


b - Dichiarazione di voto

Sono consigliere d'Istituto in qualità di genitore e vorrei sapere se ho il diritto di chiedere la verbalizzazione di una mia dichiarazione di voto su una delibera.
Mi spiego: volevo motivare il mio voto contrario e ho chiesto che fosse verbalizzata la motivazione del no che avevo dato durante la discussione in Consiglio, ma la Dirigente mi ha detto che non potevo, infatti il segretario (un insegnante) non lo ha riportato. è così? Io pensavo che il Consiglio di Istituto fosse equiparato a qualsiasi altro Consiglio, anche tipo comunale, dove questo si può fare.

Dovrebbe leggere il regolamento interno del vostro Consiglio d’istituto (se esiste). In ogni caso, in mancanza del regolamento (e a buon senso sempre in generale) valgono le medesime regole generali dei Consigli. Lei ha ragione, per cui insista.
Certi regolamenti prevedono limitazioni (consegnare entro la seduta, prima dell'approvazione ecc.), ma se ha espresso le sue motivazioni durante la seduta, chi verbalizza, dietro sua precisa richiesta, è tenuto a riportarle.


c - Numero legale e validità delle delibere

Ho avuto l’opportunità di verificare la Vostra competenza nelle risposte date nelle diverse FAQ. Il mio quesito è il seguente: se durante un consiglio di istituto viene messo ai voti un procedimento che ritengo ingiusto e non legale, la scelta migliore è quella di votare contro o lasciare la riunione dichiarando che per tale votazione risulto assente? Se risulto assente solo per quella votazione, il numero legale deve tenere conto della nuova maggioranza?

È meglio restare, facendo verbalizzare il motivo del proprio voto contrario, poi invierà il verbale e la segnalazione a tutti i livelli amministrativi (Provincia, Regione e Ministero).
L'art. 37 del D.Lgs. 297/94, Testo unico sulla scuola, prevede infatti che la seduta sia validamente costituita se sono presenti almeno la metà più uno dei componenti.
È opportuno quindi che lei chieda la verifica del numero legale, perché, se la validità della seduta non è inficiata dal suo assentarsi, è senz'altro preferibile che lei presenzi al voto. Quanto poi agli aspetti legali, lei non è responsabile delle conseguenze della delibera approvata né se si assenta né se vota contro né se si astiene, sempre che ciò risulti dal verbale. A seconda dei casi cambiano ovviamente le maggioranze richieste.


Art. 37 - Costituzione degli organi e validità delle deliberazioni
2. Per la validità dell'adunanza del collegio dei docenti, del consiglio di circolo e di istituto, del consiglio scolastico distrettuale, del consiglio scolastico provinciale e relative sezioni, del Consiglio nazionale della pubblica istruzione e relativi comitati, nonché delle rispettive giunte, è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica.
3. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, prevale il voto del presidente.


d- Verbale in visione


Sono diversi giorni che chiamo la segreteria per poter visionare il verbale della seduta del Consiglio di istituto; oggi mi ha contattato la vicaria dicendomi che il verbale non è ancora stato completamente redatto e che non è un mio diritto poterlo leggere prima della prossima seduta, in cui esso sarà il primo punto dell’ordine del giorno. Vorrei sapere se è o non è un mio diritto poter visionare il verbale al di fuori del Consiglio di istituto, se ci sono norme o articoli che mi vietano o mi permettono di farlo.

Nel corso della seduta dovrebbe essere approvato almeno il dispositivo delle delibere (meglio se su una bozza predisposta dalla Giunta), che poi deve essere affisso all'albo e pubblicato sul sito della scuola entro 8 giorni (C.M. 105/75). Come consiglieri dovreste avere la bozza almeno 5 giorni prima della seduta di Consiglio, insieme agli altri atti. Nessuno può essere costretto a deliberare senza il necessario tempo di riflessione e di approfondimento degli atti.



e - Accesso agli atti

P
oiché in qualità di Presidente di Consiglio di istituto mi è stato negato l'accesso ai verbali del collegio docenti e della Giunta (nonostante la mia richiesta protocollata), vorrei sapere se la Dirigente era nella legalità.

I
consiglieri hanno diritto di accedere a tutti gli atti necessari a svolgere la loro funzione (es.: delibera docenti su formazione classi, su libri di testo ecc). Questo si evince per analogia da quanto previsto per i consiglieri comunali. Essendo organo di governo politico, è indispensabile poter accedere agli atti connessi alla propria funzione.
Ancor più grave il diniego di accesso agli atti della Giunta; si tratta fra l'altro di atti pubblici.
Faccia richiesta di accesso ai sensi della L. 241/90 menzionando la sua qualità di Presidente del Consiglio d’istituto e dichiarando che tali atti le occorrono per il corretto svolgimento delle attività del Consiglio.


f - Albo della sede staccata

I miei figli frequentano le scuole dell’obbligo in una sede staccata in un piccolo Comune diverso dalla sede centrale. Sono “utente” da circa 20 anni e non ho mai visto all’albo della nostra scuola una convocazione del Consiglio di istituto, né tanto meno altri documenti. Si è sempre affermato che viene esposto il tutto alla centrale. Domanda: perché ai genitori della sede staccata, tra l’altro a diversi chilometri, non è stata data la stessa opportunità dei genitori della sede centrale? Esiste una normativa di riferimento?

Per legge si devono affiggere gli atti all'albo della sede; le sedi staccate non sono previste (pensi all'albo pretorio del Comune: quello solo soddisfa l’obbligo di pubblicità degli atti). I riferimenti che mi vengono in mente sono puntuali (es: la pubblicazione del bilancio come previsto dal Regolamento di contabilità) ma non c'è dubbio che questa sia la forma prevista dall'ordinamento italiano.
Di solito la convocazione del Consiglio d’istituto arriva solo ai consiglieri, altre persone possono partecipare ma senza diritto di parola. In effetti non ha torto, è possibile che con l'obbligo di pubblicazione sul sito la situazione possa cambiare; comunque, perché non contatta il Presidente del Consiglio d’istituto e non gli chiede di essere tenuto informato? Oppure provi con la segreteria della scuola: a volte chiedendo si ottengono benefici inaspettati.


g - Destinazione dei contributi dei genitori

Mi confermate che il Consiglio d’istituto delibera sui soldi raccolti dai genitori per l'acquisto di qualsiasi cosa che possa servire alla scuola (facevo come esempio il proiettore, ma anche altro)? Si possono utilizzare per progetti extracurriculari? Mica il Dsga li può distogliere per pagare il teatro per il saggio di fine anno, senza che il Consiglio sappia niente?
Scusatemi, ma alle volte qui anche i dirigenti ritengono scontato il Consiglio, facendoci passare per passacarte!! Sono pacifico, tranquillo e costruttivo, ma quando ci vuole ci vuole!!

Gentile Signore,
il Consiglio è sovrano, è l'organo politico per eccellenza. Lei ha presentato il progetto, il Consiglio (di cui fa parte anche la DS) può approvarlo, al limite anche a costo zero, perché non tutti i progetti costano (es. progetto alimentazione offerto dalla Cooperativa agricola locale). Lo stesso per il saggio: se presentano il progetto e il Consiglio lo approva si può fare (e spenderci), altrimenti no, non lo si può assolutamente realizzare.
Il POF di fatto è pluriennale: una base su cui si fanno gli aggiustamenti aggiungendo o togliendo o modificando progetti ogni anno, in base alle richieste (in questo senso la sua aggiunta del progetto teatro) e alla verifica effettuata.
Per vincolare i contributi dei genitori a un utilizzo legato alla didattica (sia materiali duraturi o di consumo che esperti o spese per progetti) occorre una specifica delibera del Consiglio d’istituto, che sarebbe opportuno promuovere e/o sollecitare.
Se terrà presenti questi riferimenti vedrà che tutto è più chiaro.


h - Approvazione del bilancio

Vorrei porre all’attenzione la situazione dei bilanci delle scuole e chiedere se un solo consigliere può non approvare il Programma annuale, visto proprio il mancato ricevimento dei finanziamenti statali. Ci sono conseguenze? Quali?

Il Programma annuale è una previsione di entrata e di spesa, per cui si può non approvare se non si condividono le strategie adottate, non certo per il mancato ricevimento dei finanziamenti. Una simile riflessione potrebbe semmai riguardare il conto consuntivo dell’anno finanziario precedente, ma anche questo non aiuta a ricevere i fondi necessari.
Se, nonostante il voto contrario di uno o più consiglieri, il Programma annuale viene comunque approvato non ci sono conseguenze. Se invece il Consiglio non delibera l’approvazione entro la data stabilita (14 febbraio di ciascun anno), la scuola viene commissariata.


i - Firma del Conto consuntivo

Nell'approvazione del Conto consuntivo, il Presidente del Consiglio d’istituto che cosa deve firmare? E se il Presidente si è astenuto dall'approvazione, lo deve firmare lo stesso?

Anche se nella sua veste di membro del Consiglio il Presidente si è astenuto o ha votato contro, egli deve comunque firmare sia il Modello A (Programma annuale) che il Modello H (Conto consuntivo) se sono stati approvati a maggioranza dal Consiglio stesso. Il Presidente firmerà, ovviamente, anche il verbale della seduta.


l - Avere copia della relazione dei Revisori dei conti

Avevo richiesto copia della relazione dei Revisori dei conti. La risposta del Dirigente è stata che non ha possibilità di rilasciare copia della relazione perché materialmente ne viene rilasciata una e va conservata agli atti dal DSGA. Mi può far sapere se questa relazione mi spetta e la posso avere?
In Consiglio sono stata accusata di vedere solo del marcio andando a discapito dell’istituto, quando invece tutti si fidano ciecamente del Dirigente senza chiedere alcuna informazione perché lavora solo per il bene degli alunni. In effetti ho solo 3 genitori che mi appoggiano ma sono abbastanza timidi e silenziosi.
Sono riuscita a far uscire i soldi per l’assicurazione per tutti gli alunni, cosa mai successa, e a permettere a tutti i ragazzini delle scuole elementari di partecipare ai PON senza ricorrere al sorteggio, che spesso penalizzava i più bisognosi.
Mi fanno rabbia alcuni docenti che in privato si complimentano per il mio modo di fare, che sta sortendo i suoi effetti, ma durante le riunioni stanno sempre dalla parte del Dirigente, del Presidente e degli altri che gestiscono le cose, secondo il mio parere, nel modo sbagliato.

Gentile Signora, all'inizio è sempre così. Pare anzi che lei abbia raccolto già un certo numero di successi. Vada avanti ancora un poco e vedrà che la strada diventerà sempre più piana. Certo è che a scuola non sono abituati ad avere genitori dintorno e certo chi ci ha preceduto non ha lasciato un buon ricordo, per cui un po’ di diplomazia è sempre opportuna.

I consiglieri hanno diritto di prendere visione di tutti gli atti necessari al loro ufficio ma non di fare un controllo sull'Amministrazione. Che cosa di preciso le interessa in quella relazione? Il verbale dei Revisori dei conti è relativo a un controllo dovuto, ma solo formale, e non di merito sulle scelte effettuate. Fra l'altro si tratta di un modello precompilato e i revisori possono aggiungere solo poche righe.
Se non ci sono motivi particolari a nostro avviso non ha diritto di vederlo. Se poi glielo fanno vedere... Ma non si aspetti troppo, lì di PON e di diritti non si parla certo.


m - Pubblicità della società sportiva

Vi chiedo di aiutarci per un piccolo problema che abbiamo nel nostro istituto con un’associazione sportiva che vuole divulgare la sua pubblicità nelle scuole. Esistono dei regolamenti ministeriali che regolamentano le divulgazioni pubblicitarie nelle scuole?
Noi abbiamo usato il criterio del buon senso e cioè abbiamo deciso di far passare solo materiale didattico o con finalità didattiche, e quello dell’amministrazione comunale, previa supervisione del preside, ma evidentemente non basta.
Altra cosa, è giusto che i bidelli/insegnanti/segreteria perdano tempo per fare questo lavoro?

Per la diffusione dei materiali esterni, è il Consiglio di istituto a stabilire i criteri tramite il regolamento. Quelli che avete scelto vanno bene, ma rinviano tutto alla discrezione del Dirigente scolastico; altri che possono essere validi sono:
- escludere tutte le attività che hanno un costo per le famiglie;
- far passare senza formalità ciò che proviene dagli enti locali e statali;
- pretendere che i privati (e magari anche il Comune) forniscano le copie già pronte, in modo che non ci sia una spesa per la scuola.
Quanto al tempo perso da segreteria e bidelli, visto che la scuola è deputata alla formazione permanente e alla definizione dell'offerta formativa in collaborazione con il territorio (D.P.R. 275/99), è giusto che diffonda le iniziative che possono costituire un arricchimento per i bambini.


n - La Commissione mensa

Volevo avere informazioni sul ruolo della Commissione mensa scolastica, non nella mia città ma in via generale: quali sono i suoi fondamenti (anche normativi), quali i suoi "poteri" e dove trovare informazioni sulla stessa.


La Commissione mensa è un organo non obbligatorio, istituito dalla scuola e/o dall'Ente locale, e può comprendere sia genitori che insegnanti. Di solito si fanno delle riunioni e ci sono calendari per gli assaggi; a volte è presente un regolamento. Le Commissioni mensa in genere fanno un ottimo lavoro a tutela della salute dei nostri figli ed è auspicabile che molti genitori si rendano disponibili. Le riporto un link interessante in materia.



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Testo revisionato a cura della dott.ssa annamaria bignami