La privacy tra i banchi di scuola da garanteprivacy.it

Anche la privacy ha fatto il suo ingresso da padrona nel mondo scolastico. Adesso ormai molte procedure sono state messe a fuoco, ciò non toglie che è sempre bene porsi domande e avere le idee chiare, soprattutto quando i nostri bambini sono posti sotto osservazione.

Altrettanto importante il diritto di accesso, che spesso viene a torto negato.


In questa pagina parliamo di:

Foto di classe
Riprese a scuola
Riprese e possibili conseguenze
Indirizzi e privacy
Indirizzi: come raccoglierli
Verbale del Consiglio di classe
Accesso agli atti della scuola
Ricorso contro il diniego di accesso
Delibere del Consiglio d’istituto
Quando il verbale non è veritiero
Somministrazione di test
Osservazione dei comportamenti dei bambini
Accesso agli esiti delle rilevazioni



Vedi anche:

Il documento del Garante sulla privacy a scuola


Una riflessione sulla privacy e i suoi effetti


 

FOTO DI CLASSE

Come mai non si fanno più le foto di classe come quando andavamo a scuola noi?

Il problema delle foto di classe (tradizione bellissima e ormai quasi dimenticata) è dovuto principalmente a un eccesso di burocratizzazione della scuola dell’autonomia. Un tempo il fotografo di fiducia entrava a scuola e faceva il giro delle classi per scattare la foto ricordo. Adesso i dirigenti scolastici sono tenuti a effettuare una serie di adempimenti. E' previsto che sia espletata una gara fra almeno tre diversi fornitori ai quali viene richiesta la migliore offerta. Un'apposita commissione esamina le offerte e redige un piccolo verbale, informando i concorrenti dell'esito della gara. Ancor prima della gara è opportuno coinvolgere il Consiglio di istituto per valutare insieme con i rappresentanti di genitori e docenti l'opportunità o meno di far scattare la foto ricordo.
Ci sono anche resistenze dovute a una cattiva conoscenza della normativa sulla privacy, e anche qualche eccesso da parte di chi addirittura teme risvolti pedofili. In effetti il Garante per la privacy ha chiarito da tempo che le riprese amatoriali destinate a diffusione familiare (es.: la recita di fine anno filmata dal babbo di un bambino) sono al di fuori dell’ambito di applicazione della legge e si possono effettuare tranquillamente.
Perciò, se non il fotografo professionista, qualunque babbo o mamma o insegnante volenteroso potrebbe rispolverare questa bella tradizione.



RIPRESE A SCUOLA

Mi piace fare riprese e vorrei documentare alcune attività didattiche della classe di mio figlio: la gita, il laboratorio di pittura, la recita. Sorgono problemi per la privacy?

Se le riprese sono destinate a una diffusione solo fra le famiglie, non c’è alcun problema relativamente al rispetto della privacy.
Se invece ne è prevista la diffusione tramite il sito Internet della scuola è necessario farsi rilasciare l’autorizzazione dai genitori dei bambini ripresi. Nel caso in cui siano ripresi bambini di altre razze o portatori di handicap occorre un apposito consenso scritto dei genitori.



FILMATI E POSSIBILI CONSEGUENZE

Sono una mamma il cui bambino frequenta il primo anno della scuola dell'infanzia. Alcune maestre hanno realizzato un video in cui riprendono gli alunni in vari momenti della giornata scolastica, tra cui l'attività psicomotoria, dove i bambini indossano solo la biancheria intima e giocano con attrezzi ginnici. Il quesito sollevato da alcuni genitori è stato che questo sia perseguibile dalla legge, nonostante che tutti i genitori abbiano firmato all'inizio dell'anno scolastico l'autorizzazione alla realizzazione di foto o filmati. Le maestre ora temono che la diffusione del video (rigorosamente solo ai familiari) possa essere perseguibile per legge e assumere un risvolto negativo.

La questione che lei pone è abbastanza delicata. In linea generale, se i genitori hanno firmato una liberatoria generale per l'uso dell'immagine dei propri figli per finalità legate alla didattica e la diffusione è limitata alle sole famiglie non ci dovrebbero essere problemi.
Occorrerebbe però visionare il filmato e soprattutto sapere come lo giudicano i singoli interessati, perché se dal filmato stesso emergono dati sensibili (ad es: bambino portatore di handicap visibile; bambini di altre razze; possibili elementi connessi alla sessualità) di autorizzazioni potrebbero occorrerne due: una generale e una specifica per i dati sensibili.
Non succede niente finché nessuno impugna la legittimità di ciò che è stato fatto, ed è quello che c’è auspicarsi, perché la scuola ha bisogno di tutto meno che di esagerate applicazioni di norme già ferree.
Se dunque c'è la buona fede degli insegnanti e l'accordo dei genitori il problema non dovrebbe sussistere. Se invece la questione dovesse andare avanti, conviene forse tagliare le scene incriminate e salvare il resto. Vista l'esperienza, un pizzico di attenzione in più per il futuro potrebbe essere utile.



INDIRIZZI E PRIVACY

Sono stato eletto rappresentante di classe di una prima elementare e una delle prime cose che ho ritenuto opportuno fare è stata quella di chiedere da tutti i genitori i recapiti telefonici. Ora i genitori mi chiedono di girare a tutti l'elenco dei numeri telefonici custoditi. Io sostengo che è possibile solo dopo aver ricevuto sottoscritta da tutti manleva per la privacy. E’ giusto?

La legge sulla privacy stabilisce che per scopi leciti e usi privati ciascuno possa detenere dati altrui, in particolare se c'è una comunanza di interessi (membri di una associazione ecc.). La scuola non può dare a nessuno gli indirizzi che ha ricevuto per fini istituzionali (iscrizioni, controllo dell'obbligo scolastico e vaccinazioni, carriera scolastica degli alunni) se non per disposizione di legge o su autorizzazione del garante.
Cosa diversa è per lei, che ha ottenuto gli indirizzi a titolo privato e che può liberamente girare gli stessi agli altri genitori, previo consenso anche verbale degli stessi: in tanti anni, solo una volta mi è capitato il caso di una signora che rifiutava di concedere il numero di telefono perfino a me che ero la rappresentante di classe. Comunque ciascuno ha il dovere di avere cura dei dati altrui di cui è entrato in possesso e non sarebbe giustificabile una diffusione degli stessi a cuor leggero.



INDIRIZZI: COME RACCOGLIERLI?

Vorrei portare all’attenzione un problema che rende difficoltosa la mia attività di rappresentante di classe. Subito dopo la mia elezione come rappresentante di classe in un istituto superiore, mi sono rivolto alla segreteria chiedendo che mi venisse fornito l'elenco dei genitori della mia classe con relativo indirizzo, numero di telefono e se disponibile l'e-mail. La segreteria si è rifiutata di fornirmi questi dati in quanto tutelati dalla privacy. Dato che molti genitori non hanno presenziato alla riunione per l'elezione dei propri rappresentanti, che la scuola ha studenti che arrivano da tutta la provincia e che non sempre si può chiedere al figlio di raccogliere in classe i dati che indispensabili per una rapida informazione di tutti sull'andamento della classe, mi chiedo in che modo si può superare la problematica.

Fino a poco tempo fa le avremmo risposto che la scuola purtroppo ha ragione. Alle superiori l'unico sistema per avere gli indirizzi era chiederli direttamente ai genitori nel corso delle riunioni (ad esempio quelle per le elezioni dei rappresentanti), ai ricevimenti dei professori (mossa strategica) o tramite i figli.
Quando invece i bambini sono piccoli il compito del rappresentante di classe è più facile: i genitori sono facilmente rintracciabili all'uscita dei figli da scuola.

Tuttavia, nel corso del recente incontro di formazione “Genitori a scuola di comunicazione”, da noi organizzato insieme al FoPAGS di Firenze, l’avv. Giuseppe Pennisi (che è uno dei massimi luminari in campo di diritto scolastico) ci ha informato che c’è un legittimo interesse da parte dei rappresentanti di classe a conoscere i recapiti dei genitori della classe; ciò va nel senso auspicato di partecipazione dei genitori alla vita scolastica. L’avvocato suggeriva pertanto di fare richiesta al Dirigente il quale dovrebbe informare gli interessati e, in assenza di opposizioni, fornire l’elenco richiesto.

Una strategia ancora migliore sarebbe quella di chiedere il consenso per la diffusione dei dati ai rappresentanti dei genitori già in sede di iscrizione, con talloncino a parte da riconsegnare in segreteria: questo facilita i contatti fra genitori e favorisce la partecipazione. Chi può fare pressione per adottare questa buona pratica è il Consiglio di istituto, in particolare il Presidente e gli altri genitori che ne fanno parte.

In caso di difficoltà ad attuare una simile prassi, prenda accordi con la scuola e consegni le lettere in segreteria (meglio se chiuse con un punto di cucitrice o in una busta) con su scritto 'per il rappresentante della classe I A del plesso Collodi' e via dicendo. Poi potrà chiedere direttamente a loro gli indirizzi. Però ci avvisi e cercheremo di far attuare anche nella sua scuola quanto indicato dall’Avv. Pennisi.




VERBALE DEL CONSIGLIO DI CLASSE

Come rappresentante di classe mi sto battendo poiché abbiamo una situazione delicatissima con un docente e ancora oggi non ho potuto accedere ai verbali del consiglio di classe, se non a una copia di un estratto non ufficiale datami, dopo varie insistenze, dal dirigente.

Richieda la copia per iscritto indirizzando la richiesta al dirigente e citando la legge sull'accesso (n. 241/1990 artt. 22 e segg.). Si faccia rilasciare una ricevuta a mano oppure usi il fax o la PEC. Se la scuola non ottemperasse possiamo intervenire come A.Ge.



ACCESSO AGLI ATTI DELLA SCUOLA

Come presidente del Comitato genitori ho chiesto alla scuola alcuni atti come il POF, il documento sulla sicurezza, le schede dei progetti, ma la dirigente mi ha risposto che non è possibile, citando la sentenza del Consiglio di Stato sez. V, 7 marzo 1997, n. 228. Cosa vuol dire? Come posso avere accesso a questi atti?

Le sentenze del Consiglio di Stato Stato dicono che non si può operare un controllo a tappeto sulla pubblica amministrazione. Ciò non toglie che certi atti, come il POF, siano pubblici. Agli altri può accedere motivando con il fatto di avere un figlio che frequenta quella scuola e che per questo ha interesse a conoscere gli atti per poter verificare la sua sicurezza. Gli alunni infatti sono equiparati a lavoratori nel momento in cui fanno educazione fisica o utilizzano i laboratori. Questo non vale però per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, in quanto non di educazione fisica ma di attività motoria si tratta e i laboratori, anche se definiti tali, non prevedono l’uso di macchine o altro che metta a rischio la sicurezza.



RICORSO CONTRO IL DINIEGO DI ACCESSO

Nel consiglio di fine ottobre, fra i punti all'ordine del giorno c'era anche l'approvazione del conto consuntivo. Questo documento ci è stato consegnato contestualmente all'apertura del punto in discussione all'ordine del giorno, in un unica copia, ritirata dopo l'approvazione. Stessa cosa per la lettera dei revisori dei conti e per il contratto di adesione alla Rete di Scuole e Agenzie per la Sicurezza della Provincia. Ho sollevato delle obbiezioni a cui non sono state date risposte convincenti e non volendo fare polemica in quel contesto, ho preferito raccogliere informazioni in rete, fra cui il vostro sito.
Avendo constatato che invece era mio diritto disporre di quei documenti, prima e dopo, ho inviato un e-mail certificata (PEC) richiedendoli, senza ricevere risposta. Le domande sono:
1) Entro quanto tempo per legge mi devono rispondere ?
2) Se non rispondono devo per forza ricorrere al TAR o c'è un altro metodo?

Gli uffici pubblici hanno 30 giorni per rispondere alle richieste di accesso, salvo casi particolari che qui non ricorrono (segreto di Stato, difficoltà di reperimento degli atti ecc). Il ricorso al TAR è abbreviato, così come predisposto dalla legge 241/90, artt. 22 e segg., ma dovrebbe bastare minacciare un ricorso ai sensi dell'art. 25 comma 5) per ottenere i risultati desiderati, perché di sicuro in questo caso la scuola perderebbe e pagherebbe tutte le spese.
C'è da dire che non di conto consuntivo ma di programma annuale si dovrebbe trattare, perché altrimenti la scuola sarebbe stata commissariata da diversi mesi.



DELIBERE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Le delibere del Consiglio di istituto sono reperibili solo in segreteria scolastica?

Le deliberazioni dei Consigli di circolo e d’istituto debbono essere pubblicate all’Albo e, se esiste, anche sul sito web della scuola.



QUANDO IL VERBALE NON E’ VERITIERO

Purtroppo nella nostra scuola c'è molto ostruzionismo, il verbale del Consiglio d’istituto non riportava correttamente le fasi dell’elezione del presidente (…) noi genitori non siamo riusciti a farlo rettificare e il presidente uscente ha preferito soprassedere.

Qualunque membro del Consiglio d’istituto avrebbe potuto minacciare una denuncia per falso in atto pubblico e/o una lettera all'Ufficio scolastico regionale. A volte una velata minaccia aiuta molto per ricondurre a più miti consigli chi proprio non vuol capire. Se necessario si può dar seguito con i fatti a quanto prima soltanto minacciato.



OSSERVAZIONE DEI COMPORTAMENTI DEI BAMBINI

Alcuni bambini ci hanno raccontato di essere stati con una 'maestra' nuova nella stanza dove dormono a guardare strani animali su un computer; in seguito abbiamo trovato appesa una nota dell'Università degli Studi che parla dell'iniziativa di osservazione dei comportamenti svolta di recente senza il nostro consenso.

L'accesso di persone esterne nelle classi deve essere autorizzato dal dirigente scolastico per giustificato motivo (es: i nonni che raccontano la guerra, il babbo geologo ecc.) e non si possono assolutamente somministrare questionari ai bambini senza delibera del collegio dei docenti.
Se poi il questionario comprende dati personali (nome, indirizzo, telefono, nome dei familiari ecc) o addirittura sensibili (salute, convinzioni politico-religiose ecc) occorre il consenso scritto di un genitore esercente la patria potestà (D.Lgs. n. 196/2003 e segg.). Le consigliamo pertanto di appurare di che ‘osservazione’ si tratta e se c'è idonea delibera del collegio dei docenti, per poi procedere eventualmente ai passi conseguenti.



SOMMINISTRAZIONE DI TEST

Mi sono pervenute delle lamentele da parte di alcuni genitori a riguardo di alcune attività che sono state svolte nelle nostre classi da personale esterno in collaborazione con l’Università in relazione alla sindrome da autismo.

Nel progetto non vi è alcun accenno alla tutela della privacy (raccolta dati in forma anonima ecc.), per cui è sicuramente impugnabile.
Sta a voi decidere come e quanto opporvi, al limite fino a un ricorso al Garante della Privacy, oppure una bella lettera di protesta al dirigente scolastico, al Consiglio d’istituto, al Collegio dei docenti, fino all'Ufficio scolastico territoriale, segnalando la violazione della privacy dei vostri figli, in quanto non è stata chiesta l'autorizzazione dei genitori per la raccolta di dati che possono evidenziare malattie mentali quali ad esempio la sindrome da autismo (dati sensibili), né previste in alcun modo procedure per tutelare tali dati.



ACCESSO AGLI ESITI DELLE RILEVAZIONI

Sono una mamma di una bambina di sei anni e mezzo, e vorrei ricevere alcune informazioni. I nostri bambini sono stati sottoposti alle rilevazioni del progetto Di.Sco.Lo, progetto al quale le scuole aderiscono per avere un primo screening su difficoltà letto-scritto (dislessia). Possiamo richiedere i risultati dei test e a chi?

Come genitori avete senz’altro accesso a tutte le informazioni che riguardano la salute dei vostri figli fin tanto che sono minorenni. Potete rivolgervi direttamente alle maestre e, in caso di difficoltà, fare una richiesta scritta al dirigente scolastico spiegando il vostro interesse a conoscere gli esiti della rilevazione e citando la normativa sull’accesso (legge 241/90, artt. 22 e segg).



Leggi anche:
Organi collegiali della scuola: istruzioni per l'uso
Consulenza sulla Didattica
Assicurazione, contributo dei genitori e cassa scolastica 
Programma annuale e conto consuntivo delle scuole




NB  Il servizio di consulenza di AGe Toscana è riservato ai soci e ai sostenitori.

E' anche possibile proporre un quesito sulla pagina Facebook di AGe Toscana, curata da Angela Rigucci.
 


 




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