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Scuola e Carta igienicaChe i genitori debbano portare la carta igienica a scuola è sempre stato discutibile, ma adesso che sta diventando un malvezzo a livello nazionale come Associazione di genitori non possiamo più tacere. Cosa aspetta il Ministero per inviare i fondi per il funzionamento delle scuole (anno 2009)? E poi i genitori debbono sapere che è possibile detrarre queste spese dalla dichiarazione dei redditi. Vi diciamo come...

In primo luogo occorre sapere che il Ministro Gelmini non ha ancora inviato alle scuole i fondi per il funzionamento dell’anno 2009, anzi corre voce che -quando arriveranno- saranno ulteriormente dimezzati rispetto alle già scarse risorse degli anni precedenti. Il problema tocca la gran parte degli istituti scolastici italiani, e se non ci sono soldi per la carta igienica possiamo immaginare cosa rimarrà per i progetti, gli esperti, i sussidi didattici, insomma tutto ciò che fa la qualità della scuola italiana.

I genitori comprino pure la carta igienica (ne va dell’igiene e della salute dei loro figli), ma se non altro debbono sapere che è possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi tutte le spese scolastiche, compresa la famigerata carta igienica. Basta fare il versamento in banca o alla posta e il beneficio è assicurato (art. 13 c. 3, Legge 40/2007).

Una volta effettuato il versamento i genitori hanno diritto di sapere come è stato utilizzato il loro contributo, e questo dovrebbe valere soprattutto per tutte quelle spese striscianti che vanno sotto il nome di ‘cassa scolastica’: carta per fotocopie, libri aggiuntivi, uscite didattiche e così via. Una parte della responsabilità va ai Consigli di istituto, che hanno sempre tollerato l’uso della cassa scolastica, nonostante sia vietata dalle leggi di contabilità dello Stato, invece di impegnarsi a diffondere l’uso del contributo dei genitori, che come dicevamo è detraibile dalle tasse, consente di acquistare grossi quantitativi di materiale e di ottenere prezzi migliori e dà ugualmente diritto ai genitori di conoscere come sono stati spesi i loro soldi.

Intanto il Ministro Gelmini celebra a Roma l’Ottava Giornata Europea dei Genitori e della Scuola: preannunciata con una circolare ministeriale appena cinque giorni prima, senza nessuna evidenza sui media, vedrà presente solo uno sparuto gruppo di genitori, pare per evitare contestazioni.
Si rassicuri Signor Ministro, nessuno la voleva contestare, volevamo solo celebrare la Giornata di noi Genitori nella Scuola con tutta l’evidenza che essa merita, visto che in fondo siamo noi a pagare. Peccato che la Storia non le abbia insegnato che tappare la bocca al malcontento può solo causare rivoluzioni.

Una riflessione: ma senza genitori e senza scuola, che Giornata europea è?



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