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Bilancio delle scuoleEppure qualcosa si muove: trent’anni fa i genitori brontolavano e pagavano, l’anno scorso fa i genitori pagavano e brontolavano. Oggi invece sta nascendo una nuova consapevolezza a proposito dei finanziamenti alle scuole. Sulla scia della presa di posizione dell’A.Ge. Toscana si sono espressi in tanti, a partire dall’autorevole Il Sole 24 Ore. Non che concordiamo su tutte le loro posizioni, comunque fatto sta che il problema è stato posto e che almeno un po’ di chiarezza è stata fatta. Per restare in casa nostra, ecco le domande e i commenti dei genitori che hanno partecipato agli incontri di formazione di Portoferraio e di Grosseto.

In primo luogo ci è stato chiesto un approfondimento sul contributo volontario dei genitori. Come abbiamo detto, la Legge 40/2007 (intervenendo a modifica del Testo unico sulle imposte sui redditi 917/1986) consente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi le erogazioni liberali a favore delle scuole finalizzate all’innovazione tecnologica o all’ampliamento dell’offerta formativa. Delle erogazioni finalizzate all’edilizia scolastica volutamente non parliamo, perché si tratta di una voce di spesa di stretta competenza degli enti locali, non prevista nel bilancio delle scuole e che ben poco ha a che fare con i versamenti che facciamo noi genitori.

Riportiamo la circolare dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna n. 3317 del 22.3.2010, che meritoriamente dà istruzioni alle scuole affinché rilascino ai genitori un’attestazione da utilizzare per la dichiarazione dei redditi. Molti CAF infatti si rifiutano di portare questo tipo di versamenti in detrazione. Da notare che manca ogni riferimento ai versamenti per gite scolastiche, che secondo alcuni costituiscono una sorta di rimborso da parte dei genitori alle scuole per un servizio ricevuto: una tesi poco sostenibile quando si va a verificare che non di “gite” ma di “viaggi d’istruzione” si tratta. Viaggi che sono integrati nel piano dell’offerta formativa e ne costituiscono un indubbio arricchimento.

Un aspetto che ha fatto molto discutere è stato quello del ruolo dei genitori all’interno dei Consigli d’istituto: “Il Preside e la D.s.g.a. avevano già deciso come utilizzare le somme a disposizione e non c’è stato modo di convincerli… Che margine di intervento ci rimane, come genitori? Quasi nessuno…”. La normativa non dice questo: Dirigente e D.s.g.a. fanno parte della Giunta esecutiva, che propone le varie delibere, soprattutto in materia contabile, ma chi decide è il Consiglio. Organo politico per eccellenza, il Consiglio d’Istituto dà i criteri per la stesura del POF, ne verifica l’attuazione, delibera il programma annuale e il conto consuntivo. Questo dà ampio margine di intervento a tutti coloro che -genitori, insegnanti, studenti o ATA- hanno proposte utili al miglioramento dell’offerta formativa.

Ci è stato riferito di scuole che pretendono di utilizzare tutto il finanziamento statale per le supplenze (detratto ovviamente il Fondo d’istituto e il finanziamento per la ditta di pulizie) e di coprire le spese di funzionamento con il contributo dei genitori. Questo è assolutamente illegittimo, anzi i Consigli dovrebbero deliberare i criteri di utilizzo dei contributi dei genitori, finalizzandoli unicamente ai progetti e alle attività didattiche. Anche perché se questi fondi vengono utilizzati per il funzionamento, la detrazione alle famiglie non spetta più.

Per fare un primo bilancio a sei mesi dal nostro primo intervento su questi argomenti, le nostre pagine informative su programma annuale e consuntivo delle scuole sono state visitate quasi 10.000 volte e siamo ai primi posti sui motori di ricerca. Oltre 3.500 visite in tre mesi anche per la detrazione delle spese scolastiche. Siti web e Associazioni hanno rilanciato il nostro comunicato e tantissimi genitori di ogni parte d’Italia si sono rivolti a noi per informazioni. Non possiamo che ringraziare per l’attenzione, con l’auspicio che il nostro lavoro possa essere di aiuto ai tanti genitori impegnati nella scuola.


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