Questa che vi offriamo è un’opportunità golosa per chi ama curiosare fra i piccoli grandi capolavori che le nostre nonne sapevano creare. Iniziamo da questo pizzo dell’800 e dalla nuova vita che ha saputo trovare. Ecco la storia.

Ecco com'è venuto il pizzo una volta finito

Quando mi sono sposata, ho trovato in casa dei miei suoceri un tesoro di cose vecchie, se non addirittura antiche, che a volte avevano perso la loro funzionalità, ma comunque dense di fascino e di interesse  per l’alta artigianalità che li contraddistinguevano. Mia suocera le teneva in grande considerazione, tuttavia non aveva esitato a usare le forbici su stoffe e pizzi antichi per adattarli a un utilizzo più attuale. Fra i vari avanzi, mi regalò questo pizzo, che ho conservato per anni in un cassetto, senza sapere cosa farne.

Il reintegro della lacuna del triangolo iniziale

Una notte, non so perché, mi venne l’idea che avrei potuto integrare le parti mancanti e utilizzarlo per un asciugamano da ospiti. Il pomeriggio successivo, appena tornata dal lavoro, mi misi a rovistare fra i miei cotoni, in cerca di un filato abbastanza grosso. Fui fortunata, ne trovai un gomitolino appena sufficiente per completare l’opera. Poi iniziò la fase di studio, mica facile, eh. Ma lo step più difficile fu quello di integrare il triangolino mancante nella parte iniziale. Fai e disfai, riuscii in qualche modo a completare l’opera e da allora questo asciugamano fa bella mostra di sé nel mio bagno.

Attacco della rosetta mancante
L'attacco della rosetta mancante

La rosetta una volta completata


Capitò poi che un amico facoltoso mi dicesse: “Tu non lo sai, perché puoi rifartelo quando vuoi, però questa è una cosa da ricchi”. Davvero? A quel punto, come non fare anche l’asciugamano grande? Confesso che è un bel po’ che quel pizzo è in lavorazione: alla lunga fa male alle dita puntare la costina dietro per ottenere quel particolare disegno e sto per giungere finalmente alla misura necessaria per completare la striscia. Poi fare le rosette sarà un passatempo e una festa, per cui se volete iniziare a pensare di fare una visita al mio bagno sarete i benvenuti!

Imbastitura del pizzo (diritto contro diritto)

La fase dell'attacco sulla tela

La fase dell'attacco sulla tela


Mi pareva però che sarebbe stato uno spreco non divulgare una simile meraviglia e fu così che mi accinsi al noiosissimo compito di stendere le istruzioni. Parevano tre passaggi e invece…
Per scrupolo, andai a rileggermi le riviste di uncinetto, poi chiesi un parere definitivo a una mia amica molto brava. Il risultato è questo ed è a disposizione di tutti coloro che vorranno farsene dono. In bocca al lupo!

La lavorazione delle costine
La lavorazione delle costine



Striscia a freccia lavorata a costine 
N.B. per tutta questa lavorazione occorrerà prendere soltanto la parte posteriore delle mb sottostanti.
Per consuetudine, le maglie iniziali dei giri vengono sostituite da semplici catenelle: 1 per una mb, 2 per una ma, 3 o 4 per una maglia alta tripla; se poi a questa prima maglia seguono delle catenelle, ecco che le catenelle all'inizio del giro possono diventare 5 o 6, come ad esempio accade nella rosetta). Concluso il giro, ci si attaccherà  ovviamente all'ultima catenella fatta in sostituzione della maglia prevista e non alle catenelle che seguono nel motivo.

In un cerchietto di 4 cat. lavorare 1mb con l'asola un po' lunga, 1mb, girare.
Aumentare 4mb per giro (una per lato e 2 al centro, realizzando un'asola un po' lunga al centro, per facilitare i successivi aumenti) fino a raggiungere 18mb per lato.
Girare il lavoro, fare 3cat. (in seguito costituiranno un punto d'attacco per la finitura), e riprendere a lavorare le mb a partire dalla penultima mb. Giunti al centro, lavorare 3mb di cui la centrale con l'asola un po' lunga. In fondo a ciascun giro tralasciare l'ultima mb. In questo modo si otterrà una striscia a costine a forma di freccia della larghezza di 18+18mb.
Giunti con la punta della striscia alla misura desiderata, continuare la lavorazione prima su un lato e successivamente sull'altro, girando ogni volta il lavoro e diminuendo di volta in volta le mb (due sul lato corto e una sul lato lungo per ogni giro) fino a lavorare l'angolo. In questo modo si formeranno 4 ulteriori punti d'attacco per ciascun lato.

N.B.: visto che per attaccare le rosette occorrono 11 punti d'attacco ciascuna, il numero totale dei nostri punti d'attacco sarà un multiplo di 11 più uno finale.

Lavorato il primo angolo, proseguire senza spezzare il filo con il festone di finitura, utile per attaccare il pizzo alla tela: 3 cat (invece di 1mb e 2cat), ripetere [1mb in ciascun punto d'attacco, 2 cat.], concludere con 1mb.

Sul lato opposto, una volta completato l'angolo, i giri di finitura sono due: il primo come sopra, l'altro costituito da 4 cat (invece di 1ma e 2cat), ripetere [1ma in ciascun punto d'attacco, 2 cat.], concludere con 1ma.


Rosetta
N.B. Le maglie alte triple che compaiono in questa lavorazione si realizzano gettando tre volte il filo sull'uncinetto prima di puntarlo sul giro sottostante per prendere la catenella; quando si inizia il giro le ma3 vengono sostituite da 3 o 4 catenelle, in modo da raggiungere l'altezza delle altre maglie triple.

Giro 1 - Avviare un anello di 6 cat. Lavorarci dentro 1 maglia alta tripla (ma3) e 2 cat. per 16 volte.

N.B. per fermare il filo di partenza, conviene prenderlo insieme all'anello di catenelle mentre si lavorano le maglie alte triple. In questo modo il lavoro risulta più pulito ed è anche possibile stringere l'anello tirando un po'  il filo, se alla fine il foro risultasse troppo grande.

Giro 2 - Lavorare 48 mb.

Giro 3 - Realizzare 12 gruppi di 4 ma3 separati da 6 cat.

Giro 4 - Lavorare 5mb, 1cat, 5 mb in ciascuno degli archi e intanto attaccarsi al secondo giro della striscia lavorata a costine in corrispondenza del giro di finitura a maglie alte (a partire dalla seconda rosetta, anche alla rosetta precedente), con le seguenti modalità:
1° arco: Al posto della catenella, lavorare un gambetto, utile per attaccarsi alla prima maglia alta disponibile nella striscia: 5 cat, attaccarsi con una mbb, 5mb realizzate in corrispondenza delle catenelle. (N.B. Per le rosette successive, attaccarsi alla maglia alta dove è già attaccato l'ultimo gambetto della rosetta precedente)

2° e 3° arco: una catenella per la prima rosetta. (Per le rosette successive: attaccarsi con 1mbb alla rosetta precedente)

4° arco: realizzare un gambetto da attaccare alla catenella al centro del 3° arco. (Per le rosette successive: attaccarsi con 1mbb al gambetto della rosetta precedente).

5° e 6° arco: una catenella.

7° arco: un gambetto, cui si attaccherà il gambetto del 4° arco della rosetta successiva (Per l'ultima rosetta: fare una catenella. Il gambetto verrà realizzato a metà dell'arco 8 e da qui ci si attaccherà con 1mbb all'arco 7).

8° e 9° arco: una catenella.

10° arco: un gambetto con cui attaccarsi alla dodicesima maglia alta disponibile nel giro di finitura della striscia (nello stesso punto si attaccherà il primo gambetto della rosetta successiva).

11° e 12° arco: attaccarsi con una mbb alla striscia di finitura rispettivamente fra la 4a e la 5a maglia alta della striscia e quindi fra la settima e l'ottava. Completare l'arco e fermare il filo.


N.B. Le più esperte inizieranno l'ultimo giro a partire dall'arco che sopra abbiamo chiamato 5°, in modo da lavorare i primi cinque archi senza l'impiccio di doversi attaccare da subito al lavoro già realizzato.

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