Stampa 

Hai una ricetta che tutte le amiche ti invidiano? Una torta speciale che tua cognata vorrebbe tanto saper fare come te? Invia la tua ricetta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per la pubblicazione sul nostro sito. E se hai sperimentato una nostra ricetta scrivici! saremo lieti di pubblicare i tuoi commenti. Puoi provare anche:

Bavarese                    Torta con le uova di cioccolato 
Crepes alle erbette       
Sacher torte 
Torta all'arancia              Gamberoni saltati 
Il dolce con la ricotta    I Bomboloni di nonna Giustina
Frappe all'emiliana
       
Torta di castagne al brandy
Bongo o Profiteroles    Lingue di gatto           

 

 
PescheMARMELLATE SQUISITE (con etichette da stampare)

Ho iniziato a preparare marmellate per la famiglia e per gli amici dopo essere stata in vacanza in un albergo segnalato dal Gambero rosso nei pressi di San Vito Lo Capo (TP). La proprietaria, splendida cuoca, serviva a colazione marmellate preparate con le sue mani: pesche oppure arance con uvetta e cannella. La marmellata di arance all’epoca era decisamente fuori dalla mia portata, però, mi dissi, quella di pesche poteva riuscire anche a me.
Fu così che, appena tornata a casa iniziai a sbucciare, cuocere, bollire, incurante della calura agostana. In breve misi a punto una tecnica dettata dalla sperimentazione: lo zucchero messo all’inizio infatti tende a caramellare, dando un gusto amaro alla confettura, per cui decisi che lo avrei aggiunto soltanto a fine cottura.


In effetti la marmellata fatta in casa ha un altro sapore! Ero molto soddisfatta dal risultato, ma qui commisi un errore clamoroso: ne offrii qualche vasetto a parenti e amici. Fu così che diventai produttrice su scala industriale.
Perché, e non mi vergogno a dirlo, le mie marmellate sono da leccarsi le dita. Il motivo? Molto semplicemente -come sostengono i miei amici- sanno di frutta!

Ho scoperto successivamente che la mia è una composta di frutta (che in commercio per legge deve contenerne almeno il 65%). Con marmellata, in base a una direttiva europea del 1982, si intende più propriamente quella di agrumi, mentre tutte le altre si definiscono confetture. Entrambe debbono avere almeno il 20% di frutta, mentre sono definite extra se ne contengono almeno il 45%.
Le gelatine infine sono prodotte con il solo succo, senza polpa o buccia.



PROCEDIMENTO (passo per passo)

Quale che sia la frutta prescelta, occorre sceglierla sana e matura, lavarla con acqua e bicarbonato, pulirla facendo attenzione a togliere tutte le parti non sane. Per i principianti pesche e albicocche sono la scelta migliore.

Spesso mi accingo all’opera nel tardo pomeriggio, in modo da effettuare la cottura dopo cena, quando fa meno caldo. Metto la frutta 10’ in acqua e bicarbonato, poi risciacquo molto bene. Ho scoperto che con ciliege e uva si fa più in fretta se si eliminano raspi e piccioli prima di iniziare.
Proteggo il tavolo di marmo con uno strato di plastica e un giornale e poi apparecchio: un piatto con la frutta lavata, un tegame antiaderente, una spugna a portata di mano e un coltello. Poi metto un po’ di musica o accendo la televisione e inizio a sbucciare. Meglio ancora se mio marito o i miei figli stanno a chiacchierare con me, allora sì che mi sento una donna felice.

Il passaggio successivo è la prova del fuoco: aggiungo un po’ d’acqua, metto un coperchio e via a fuoco lento. Attenzione che se il tegame è troppo pieno e/o il fuoco è troppo alto c’è il rischio che il succo bollendo trabocchi. In questa fase si forma la schiuma, che può essere eliminata con una schiumarola oppure fatta riassorbire mescolando con pazienza.
Appena la frutta inizia ad appassire e si forma l’acqua di cottura è consigliabile togliere il coperchio e sorvegliare la cottura mescolando di tanto in tanto, perché senza coperchio l’evaporazione è molto più rapida.

Se siamo tanto bravi da non far bruciare il frutto delle nostre fatiche, tempo mezz’ora/un’ora il composto diverrà abbastanza sodo da essere passato. Il metodo più semplice è quello di usare un frullatore a immersione. Occorre spengere il fuoco e fare attenzione agli eventuali noccioli. Personalmente preferisco lasciare sempre qualche pezzo di frutta, ma su questo ognuno fa bene a seguire il proprio gusto.

E’ giunto il momento dello zucchero: ne aggiungo un po’ meno della metà rispetto al volume della frutta ormai cotta (cioè molto meno di chi calcola la metà del peso della frutta prima di essere pulita); mescolo, faccio bollire ancora qualche minuto e assaggio.

SusineL’assaggio è un passaggio delicato, occorre mettere un po’ di marmellata su un piattino, far freddare e fare, se si vuole, il test di densità, inclinando il piattino e vedendo se la marmellata cola. Alcuni tipi di frutta non contengono pectina e può darsi che la marmellata rimanga liquida. Si può ovviare facilmente aggiungendo una mela tagliata a pezzetti e facendo cuocere ancora un po'. Tuttavia anche altre artefici di marmellata artigianale sono d’accordo con me nel dire che se la confettura rimane un po’ liquida è meglio, ma anche su questo ognuno è padrone di fare a modo suo.
Quello che più preme è il sapore: ne prendo una punta con un cucchiaino e assaggio meditabonda. Se è aspra aggiungo molto zucchero. Se è un po’ aspra aggiungo ancora zucchero. Se va bene aggiungo un po’ di zucchero. Ci vuol pazienza, a me lo zucchero piace tantissimo…


Barattoli di vetro spesso, puliti e asciutti, tappi nuovi et voilà: siamo pronti! Sembra facile ma occorre qualche accortezza: onde evitare spiacevoli spaccature, è bene tener presente l’effetto termico della dilatazione del vetro, per cui prima di riempire i barattoli è consigliabile riscaldare le superfici spalmando all’interno del barattolo uno o due cucchiai di marmellata ben calda.
Quando si immergono i barattoli nel bagno maria per sterilizzarli, occorre verificare sempre che l’acqua sia alla loro stessa temperatura: calda se appena riempiti, fredda se già fatti freddare. Per essere sicuri di evitare rotture è consigliabile avvolgerli con pezzi di stoffa, come facevano le nostre nonne.

Per una perfetta sterilizzazione l’acqua dovrà coprire i barattoli. Basta far bollire dieci minuti e poi, sempre per evitare spaccature, occorre far freddare lentamente nell’acqua di bollitura. In questo modo si crea un sottovuoto che garantisce un'adeguata conservazione.

Ultimo passaggio l’etichettatura. Abbiamo predisposto alcune etichette per ogni gusto e necessità, ma non c’è limite alla fantasia e al senso artistico di ognuno. Buon lavoro!


         Etichette per marmellata di ciliegie anni 2017-2018-2019    (mag/giu)

         Etichette per marmellata di albicocche    (giu/lug)


         
Etichette per marmellate di pesche, di susine    (giu/ago)

        
Etichette per marmellate di frutta estiva (more, susine, pesche, fichi, uva) 

         Etichette per marmellate di fichi, d'uva   (ago/set)

        
Etichette per marmellata di arance    (dic/feb)

        
Etichette per marmellata di arance con uvetta, pinoli e cannella anni 2017-2018-2019 

          
Etichette per marmellate di
limoni, di mandarini   (dic/gen)

           I Bomboloni di nonna Giustina (diosperi, arance, mandarini, limoni, fichi) 

        

CiliegeMarmellata di ciliege

Occorre un po' di pazienza, ma alla fine il risultato ripaga tutti i nostri sforzi. Scegliere ciliege sane e mature, eliminare i piccioli in fase di lavaggio e separare la polpa dai noccioli, eventualmente con l'aiuto di uno snocciolatore (in vendita nei negozi di casalinghi).
Chi ha molta pazienza può tenere i noccioli così ottenuti in acqua per una giornata e poi sfregarli con le mani finché non perdono tutta la polpa rimasta attaccata. Far asciugare bene al sole e poi utilizzare per confezionare sacchettini antistress, da riscaldare in inverno in forno o sui termosifoni e collocare poi dietro la nuca o su eventuali parti doloranti. Ottimi anche come regali di Natale.



UvaMarmellata d’uva

Tagliare l’uva a metà in senso orizzontale, eliminando semi e imperfezioni della buccia. Mettere i chicchi a fuoco lento in una casseruola con un paio di cucchiai d’acqua, mescolando spesso finché l’uva non fa l’acqua di cottura. Portare avanti a fuoco medio a tegame scoperto.
Dopo circa un’ora di cottura verificare se la confettura è abbastanza densa, quindi aggiungere il succo di mezzo limone e lo zucchero. La quantità di zucchero necessaria va valutata assaggiando. Per mantenere il gusto della frutta è bene aggiungerne il minimo indispensabile. E' sconsigliabile frullare la composta, altrimenti quel minimo di densità residua va del tutto persa.
Far sobbollire ancora un po’ e poi versare la marmellata ancora bollente in barattoli di vetro puliti e asciutti. Chiudere ermeticamente e sterilizzare per 10’ a bagno maria.



FichiMarmellata di fichi

I fichi sono un buon modo per incominciare, perché le operazioni di pulitura sono rapidissime: basta eliminare le parti non sane e il picciolo e quindi fare a pezzi. Diventa un po’ più complesso se non ci piacciono i semini, perché dopo la prima fase di cottura occorre passare il composto con il passatutto e sperare che venga bene. Di zucchero ne occorre pochissimo, trattandosi di un frutto molto dolce. Curiosando qua e là ho trovato alcune varianti: marmellata di fichi con cannella, con mandorle e al peperoncino. Si tratta semplicemente di aggiungere l'ingrediente prescelto verso la fine della cottura. Adesso non resta che attendere l'estate e provare.




Arance di RiberaMarmellata di arance

Scegliere sei grosse arance saporite, possibilmente non trattate; sono da preferirsi quelle di qualità navel. A due/tre arance togliere la buccia con un pelapatate. Verificare che la buccia sia bella sana ed eliminare tutta la parte bianca. Metterla a bollire, cambiando l’acqua per quattro volte per eliminare il sapore amaro, quindi ridurla a listelli ed eliminare l'acqua in eccesso.
Pulire le arance togliendo la buccia e tutte le parti bianche, che sono amare, poi tagliare in tante fette orizzontali, così è più facile eliminare i semi. Mettere la buccia e la polpa in un tegame antiaderente con due cucchiai d’acqua e far cuocere a fuoco basso finché non raggiunge una certa densità (può essere utile aggiungere fin dall'inizio mezza mela tagliata a listelle sottili). A cottura ultimata unire lo zucchero e far bollire ancora un poco.
Per chi non ama il sapore aspro degli agrumi, ecco una ricetta capace di conciliare tutti i palati: al termine della cottura unire una manciata di uvetta fatta ammorbidire nell'acqua calda o nel rum, una manciata di pinoli e una spolverata di cannella.


Marmellate di limoni e di mandarini

Si segue la stessa procedura usata per la marmellata di arance; è tassativo aggiungere la mela, che aiuta a rendere la marmellata più densa, senza alterare il sapore.






NB: Questo angolo delle ricette in genere è molto apprezzato, ma il vero argomento di questo sito sono l'educazione e la scuola. Puoi trovare approfondimenti su iscrizioni, contributo volontario dei genitori, rappresentanti di classe e d'istituto e molto altro. Buona lettura!