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LE VALLI DEL KARAKORUM E DELL’HINDUKUSH

 

 

Sono stato uno dei pochi italiani che, negli anni scorsi, è riuscito a visitare questi luoghi remoti.

La descrizione che ne faccio è un compendio di conoscenze conseguite attraversando il  Pakistan. Questo percorso ha richiesto buone condizioni fisiche insieme a  notevoli capacità di adattamento a causa di lunghi percorsi su strade impervie e di alcune sistemazioni molto spartane. La straordinaria bellezza dei luoghi però ha compensato ampiamente i disagi incontrati.                                  

         Clima : Subtropicale              Lingua: Urdu                   Religione : Islamica

Karakorum

 

L’Indo è uno strano fiume! Come i suoi fratelli Gange e Bramaputra nasce dagli stessi ghiacciai delle montagne più alte del mondo ma, invece di scendere verso sud attraverso il subcontinente indiano per sfociare nel caldo Oceano Indiano, si dirige verso nord, come volesse confluire nei freddi mari artici. Nel suo primo impetuoso scorrere, però, incontra barriere di roccia gigantesche che lo costringono a scorrere verso ovest. Nel lunghissimo percorso per raggiungere il mare forma dapprima la valle dell’Hindukush, incastonata tra cime altissime e quindi si distende nella pianura pakistana sino a raggiungere l’Oceano Indiano a sud-est di Karachi, dopo aver percorso 3.200 chilometri con un delta lungo 250 chilometri e largo più di 150. Questo viaggio per essere capito ha bisogno di troppi aggettivi, a volta contradditori, ma sempre superlativi. Nella descrizione del percorso occorre prestare attenzione a non eccedere nei giudizi dato che si attraversano regioni dove i monti, i fiumi, i ghiacciai sono tra i più alti, più lunghi, più larghi del mondo e dove strade, ponti, viadotti sono sottoposti ad un incredibile bombardamento quotidiano di frane, slavine, straripamenti da parte di una natura ancora completamente trionfante sull’uomo. Qui i colori più esotici dell’Afganistan, dell’India, della Persia, dell’Islam esplodono, si mescolano e si esaltano nei bazar e nei villaggi tribali. I percorsi sono gli stessi di Alessandro Magno, di Marco Polo, di Kipling e culture come quella ateniese, romana, cinese, indù, araba, moghul, sikh, inglese si sono mescolate e sovrapposte, dove Swaat Valley, Chitral, Gilgit, Hunza sono tutt’ora tra le più belle ed intatte regioni del mondo. Ma le stesse regioni sono anche tra le più impraticabili del mondo dato che per percorrere 150 chilometri tra Dir e Chitral occorrono più di 7 ore di jeep, per andare da Besham a Gilgit occorre scendere numerose volte dal “coaster”, un potente fuoristrada attrezzato per i percorsi più difficili, per crossare slavine, ponti caduti, massicciate divelte, sassi enormi, torrenti che invadono completamente la strada. Per raggiungere poi le valli dei Kafiri con i “Toyota” si diventa letteralmente bianchi di polvere come pesci infarinati e per nutrirsi bisogna spesso ricorrere ai rifornimenti portati dall’Italia.

L’esperienza di attraversare il Karakorum e l’Indukush rimane nonostante tutto eccezionale, unica.

La cima del Nanga Parabat (8126 mt) che gode quasi un’ora di luce in più quando nella valle è già notte, il ghiacciaio del Rakaposhi (7788 mt) che attraversa gigantesco la carreggiata, la valle nascosta del Shangrilà immortalata nel film Orizzonti Perduti, le vorticose, gelide acque dell’Indo che smuovono massi ciclopici, i costumi mirabolanti dei Kafiri, ultimi discendenti delle truppe ammutinate di Alessandro Magno, i villaggi persi nella solitudine delle valli laterali collegati con il mondo da improbabili passerelle trasformano questo tragitto in un set di un film avventura.

Poi il completarsi del viaggio con le ulteriori tappe di Peshavar con il suo incredibile, coloratissimo bazar, del Kiber Pass con le reminiscenze letterarie e storiche descritte da Kipling, di Darra con le fabbriche artigianali di armi e con gli spari dei Kalashnikow ad ogni angolo di strada, di Lahore con i suoi meravigliosi, fantastici capolavori Moghul e di Karachi con la necropoli più grande del mondo rendono questo viaggio spettacolare ed indimenticabile.