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DOLORE DI MAMMA

Bambini che giocanoGiorni fa un amico mi ha girato una e-mail: una delle classiche catene a fin di bene che circolano fra persone impegnate. L’avevo già ricevuta in precedenza e mi era piaciuta, ma questa volta mi ha fatto piangere. Troppo freschi i ricordi, troppo dolore recente.
Mi ha colpito la superficialità di chi, me compresa, parla del dolore senza conoscerlo davvero.
L'e-mail raccontava di una ragazza morente sull’asfalto, che mormora parole d’addio alla mamma dopo essere stata investita da un ragazzo ubriaco. E un giornalista lì presente non trova di meglio che prendere appunti.
Io, che un figlio in fin di vita l'ho avuto e non per colpa di alcool, ma per un banalissimo asfalto sdrucciolevole, urlavo dentro di me contro quella storia crudelmente artefatta.
Mio figlio ce l’ha fatta, quasi certamente un miracolo, ma non posso fare a meno di restare sconvolta quando sento di un ragazzo che ci ha lasciato la vita. Penso ai genitori e mi prende un orrore infinito.
“Sai mamma, mi ha detto, ho letto sul giornale che un ragazzo di 25 anni è morto per un incidente di moto. Poi ho visto il nome: te lo ricordi Alessandro, il mio compagno di banco in prima superiore?”.
Sì, mi ricordo, vi avevamo accompagnato in gita al Motorshow e conoscevo il babbo e la mamma. Figlio unico, erede dell’azienda di famiglia, che ne sarà adesso di quei poveri genitori?  Un momento prima avevano un figlio e mille speranze, un momento dopo il vuoto assoluto…
Prego che se ne sia andato così, in un momento di piena serenità, perché chi può sopravvivere alla perdita di un figlio senza avergli detto ancora una volta “ti voglio bene”?
Prima lo pensavo e basta, adesso che l’ho sperimentato lo so (ma forse non ancora abbastanza) che ogni momento è un dono e non va sprecato, e che i figli sono una grazia di Dio.

(m.r.)