Coinvolgere i genitori è un lavoro improbo e in questi anni il nostro gruppo ha messo a punto un certo numero di trucchi e strategie che non riveleremo mai a nessuno a nessun costo. Visto però che sappiamo cosa vuol dire trovarsi di punto in bianco membri di un organo dal nome impronunciabile e senza la minima idea di cosa fare, per pura bontà d’animo ne elargiremo adesso alcuni fra i più succulenti:

- Le persone hanno bisogno di sentirsi utili. Questo vale in particolare per i genitori membri degli organi collegiali, che, salvo rari casi fortunati, vivono la loro esperienza scolastica oscillando fra rabbia e frustrazione. Offrire loro la possibilità di muoversi in modo competente all’interno della scuola costituisce un richiamo pressoché irresistibile;

- Stranamente, all’interno della medesima scuola i rappresentanti dei genitori non si conoscono fra di loro. Offrire loro l’opportunità di ascoltarsi, scambiare esperienze e fare rete è un dono piccolo ma prezioso;

- Non occorre una particolare preparazione per tenere un corso di formazione per rappresentanti di classe o di istituto: basta aver maturato una certa esperienza all’interno degli organi collegiali, rispolverare un po’ di normativa e fare affidamento sul referente dell’USP e sulle Associazioni di appartenenza per le domande più difficili. La maggior parte del lavoro lo faranno gli stessi partecipanti, portando ciascuno la propria esperienza e le proprie conoscenze;

- Il nostro gruppo finora ha evitato di addentrarsi in materie strettamente educative come droga, bullismo, disturbi dell’alimentazione ecc. In primo luogo perché gli esperti costano e non avevamo fondi a sufficienza. Poi perché abbiamo preferito formare dei genitori capaci di muoversi attivamente nella scuola, certi che ciascuno di loro avrebbe saputo dare voce ai bisogni del suo territorio e creare tutte le opportunità di formazione necessarie;

- Come dicevamo, per fare formazione ai membri degli organi collegiali della scuola non occorre essere tuttologi: si può prendere nota delle domande a cui non sappiamo rispondere e poi mandare una e-mail a tutti i partecipanti con la risposta. Quello che proprio i membri del Fopags non possono fare è mostrarsi in disaccordo o, peggio, in evidente conflitto. Al contrario, far vedere che è possibile lavorare insieme per il bene dei figli di tutti nonostante le diverse matrici culturali ispira grande rispetto da parte dei genitori;

- E’ opportuno che i Forum prendano in esame i cambiamenti in atto nella scuola, non certo per ripetere le posizioni ufficiali delle proprie associazioni in proposito, ma per individuare le modalità più appropriate per “informare compiutamente” gli eletti negli organi collegiali, organizzare corsi di formazione e soprattutto individuare gli spazi di interventi e gli elementi più favorevoli ai genitori in modo che ne siano consapevoli e li sappiano valorizzare al meglio nella loro azione partecipativa;

- È assolutamente inopportuno, nonché giustamente reprensibile: prendere posizioni di
chiara matrice politica; fare affermazioni scarsamente elogiative nei confronti di scuole e/o persone, assumere atteggiamenti aggressivi e polemici. Lo diciamo per completezza di esposizione, perché certo nessun membro di un FoPAGS si sognerebbe mai di assumere simili comportamenti;

- Una bella idea, quando il Fopags inizia a essere conosciuto per le sue iniziative a favore dei genitori e della scuola, è quella di istituire la “Festa del Grazie”, nel corso della quale premiare tutti coloro che offrono gratuitamente il proprio tempo per i giovani e per la scuola. Possono essere bidelli e dirigenti scolastici, ma soprattutto genitori impegnati negli Organi collegiali. Un bell’attestato e un piccolo omaggio offerto da una scuola (es: una piantina dell’Istituto agrario; un lavoretto fatto dalle maestre dell’infanzia o della primaria) consegnati ufficialmente dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale renderanno bella la festa e richiameranno anche alcuni giornalisti.

- Due validi suggerimenti dal FoPAGS di Grosseto, appena insediato ma ricco di iniziative: richiedere a ciascuna scuola della provincia la nomina di un docente incaricato dei rapporti con le famiglie e l’associazionismo dei genitori; avviare una collaborazione con la Commissione Orientamento funzionante presso l’Ufficio Scolastico per attuare iniziative rivolte ai genitori.


- Collaborare con la Consulta degli Studenti può essere doppiamente proficuo: sia per le belle iniziative che si possono realizzare insieme, sia per il fatto che la Consulta gode per legge di finanziamenti dedicati.

- Un incontro ben riuscito è sì frutto di un’accurata programmazione e della bravura dei relatori, ma anche di un efficace servizio di segreteria. Nel momento stesso in cui partono gli inviti occorre che una o più persone siano disponibili per rispondere ai bisogni dei partecipanti: dalle spiegazioni per raggiungere la sede all’invio dei materiali perché impossibilitati a essere presenti. Certuni si sentono sminuiti ad occuparsi di queste piccole cose e abbandonano i partecipanti a se stessi, ma è un grave errore. Se vogliamo che i genitori entrino in rete con noi, è dallo spirito di servizio che bisogna incominciare.

- Non dimentichiamoci delle foto: o fai-da-te o carpite con un sorriso ai giornalisti presenti, importante è averle. Le useremo per documentare il nostro lavoro e per far pubblicare qualche articolo sulla stampa locale e sui notiziari associativi.


- Dulcis in fundo, il volumetto che raccoglie tutto il lavoro fatto: il progetto, i comunicati stampa, la sintesi finale, le foto, la rassegna stampa. Una copia all’Ufficio Scolastico Provinciale e una per ciascuna Associazione sono già una bella soddisfazione, che poi diventa grandissima se riusciamo a caricare il tutto sul sito dell’USP e a darne notizia attraverso le Associazioni.


Ecco alcuni accorgimenti spiccioli per incrementare la partecipazione dei genitori:
>> tenere gli incontri in varie zone della provincia, privilegiando l’orario serale e i sabato mattina;
evitare i periodi natalizio e pasquale, l’inizio e la fine della scuola perché i genitori sono troppo distratti per pensare alla formazione;
>> fare una pubblicità capillare attraverso le scuole, che soprattutto le prime volte sarà utile far sollecitare dal referente;
>> a distanza di una settimana/dieci giorni dalla
circolare dell’USP con la quale viene indetta la riunione, inviare ai presidenti dei consigli di circolo e di istituto una lettera firmata dal coordinatore nella quale si spiega quale servizio vogliamo offrire e perché;
>> raccogliere nomi, recapiti e indirizzi e-mail dei partecipanti, da utilizzare in seguito per inviare materiali, resoconti, inviti ad altre manifestazioni.


Una appetitosa fetta di torta e un bel cafféE infine il segreto più prezioso: perché un Forum di genitori funzioni veramente, occorre che fra i membri si instauri quell'intesa e quella condivisione di obiettivi, che poco per volta diventano piacere di lavorare insieme. Un suggerimento: davanti a un bel gelato o a una pasta calda di forno, tutte le contrapposizioni si stemperano e piano piano si diventa amici. Da lì, tutto diventa più facile.

 



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