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Libri di testoCome ogni anno all’approssimarsi del suono della prima campanella scoppia il caso “caro-libri di testo”. Eppure come sappiamo le scelte dei testi vengono fatte dai consigli di classe in maggio ed è lì che debbono intervenire genitori e dirigenti, docenti e poi Ministero. Non ci meraviglia sentire che ancora una volta i tetti di spesa imposti non sono stati rispettati, né che le famiglie vengano sottoposte all’ennesimo salasso. Ecco una riflessione del nostro Presidente emerito Giuseppe Richiedei.

 

 

Su una rivista autorevole veniva diffusa, tempo fa, questa notizia:
“I testi sono bloccati, ma i loro prezzi possono correre. Come è possibile? Bisogna consultare la legge n. 133 del 2008, pubblicata qualche mese prima della 169, per capirlo. All’art. 15, intitolato “Costo dei libri scolastici”, si legge, laddove si parla di versioni on line scaricabili da internet dei libri di testo, che va assicurato “il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell'intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell'autore e dell'editore”. Gli editori fanno valere, giustamente dal loro punto di vista, questo diritto. E così, la legge, che voleva conseguire un risparmio per le famiglie, potrebbe alla fine conseguire il blocco dei testi, che devono essere confermati per anni senza variazione alcuna, ma non quello dei loro prezzi (che devono tener conto dell’aumento dei costi). E i genitori pagano”.
Eppure la notizia, a mio parere, non è completa, la legge citata recita diversamente:
“Con Decreto del Ministro sono determinati il prezzo dei libri di testo, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore”. Come a dire che spetta al Ministro determinare i prezzi, tocca al Ministro rispettare nel decreto i diritti dell’editore, ma, una volta fatto il decreto, i genitori e le loro associazioni devono esigere che i tetti di spesa stabiliti siano osservati.

Il Decreto del Ministro (43 – 2011) puntualizza Articolo 2
- I tetti di spesa, riferiti sia alla versione a stampa che a quella on line e mista, entro cui i docenti sono tenuti a mantenere il costo dell’intera dotazione libraria sono quelli stabiliti nell’allegato, che costituisce parte integrante del presente decreto.
Eventuali incrementi degli importi indicati debbono essere contenuti entro il limite massimo del 10 per cento, negli istituti scolastici in cui sono presenti indirizzi sperimentali. In tal caso le relative delibere di adozione dei testi scolastici debbono essere adeguatamente motivate da parte del Collegio dei docenti ed approvate dal Consiglio di istituto.

Dal testo si evince con chiarezza che:
-         i docenti sono tenuti a osservare i tetti stabiliti,
-         gli incrementi sono possibili solo nelle scuole con indirizzi sperimentali,
-         gli incrementi devono essere “adeguatamente motivati dai docenti”
-         gli incrementi devono, poi, essere approvati in Consiglio di Istituto, quindi con il consenso anche dei genitori, che ne fanno parte.
Mi pare evidente che non risponde a verità che i genitori sono tenuti “a pagare”, la normativa li garantisce, è dalla loro parte, basta che la facciano valere, meglio se associati.

C’è di più, una legge approvata dal Parlamento, puntualizza che: “il dirigente scolastico vigila perché le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti” (art 5 della legge 169 – 2008).
Inoltre la Circolare 18 – 2011 ribadisce “i dirigenti scolastici cureranno gli atti di indirizzo ai collegi dei docenti, esercitando personalmente la necessaria vigilanza affinché le adozioni siano deliberate nel rispetto dei vincoli di legge sopra richiamati”.
Come a dire che i dirigenti sono corresponsabili “personalmente”di eventuali aumenti.
I genitore possono fare ricorso contro l’aumento scorretto dei tetti di spesa, inviandolo al dirigente responsabile della propria scuola e al Direttore Regionale, per attivare la procedura di regolarizzazione delle adozioni dei libri di testo.
L’ultima Circolare Ministeriale (n. 18 – 2011) così riassume le novità inerenti l’adozione dei libri di testo:
a.       la cadenza pluriennale (ogni cinque anni per la scuola primaria e ogni sei per la scuola secondaria di I e di II grado);
b.      la restrizione della scelta di libri di testo a stampa per i quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio, fatta salva la possibilità per l’Editore di trasformare il medesimo libro di testo nella versione on line scaricabile da internet o mista.
c.       la progressiva transizione ai libri di testo on line o in versione mista, tenendo presente che a partire dall’anno scolastico 2012/2013 non potranno essere più utilizzati testi esclusivamente a stampa;
d.      Il rispetto dei tetti di spesa individuati per le scuole secondarie di I e di II grado;
e.       la non modificabilità delle scelte da parte degli insegnanti e della scuola nell'arco dei due periodi previsti, “salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze”. Tali esigenze riguardano esclusivamente la “modifica di ordinamenti scolastici ovvero la scelta di testi in formato misto o scaricabili da internet”,

Pur esigendo che quanto le norme prescrivono sia osservato, i genitori e le loro associazioni possono avviare forme di solidarietà che facilitino a molte famiglie l’acquisto dei libri di testo.
Tenendo presente che i testi non si possono più cambiare ogni anno, ma ogni cinque/sei anni, è possibile organizzare lo scambio dei libri usati, la rivendita dell’usato, il comodato d’uso con il Comune, acquisti collettivi presso lo stesso libraio, forme di noleggio con la mobilitazione dell’associazione genitori e della scuola, la quale è tenuta a favorire in ogni modo il “diritto allo studio dei ragazzi”.
Non si giustificano, comunque, gli aumenti dei libri che i genitori stanno riscontrando nei negozi in queste settimane. Ancora una volta necessita una mobilitazione nel chiedere “legalità e coerenza morale nell’osservanza delle normative”, ricorrendo a tutte le azioni legittime a disposizione.


Scuola secondaria di I grado (Scuola Media)

Classe Tetto di spesa
1a € 290
2a € 115
3a € 130


Scuola secondaria di II grado – classi a nuovo ordinamento
Tetto massimo di spesa

Tipologia di scuola I anno II anno
Licei
- Classico 330 190
- Scientifico 315 220
- Scientifico – opzione scienze applicate
300 205
- Artistico 270 180
- Scienze umane 315 180
- Scienze umane – opzione economico-sociale
315 180
- Liceo Linguistico 330 190
- Musicale e Coreutico – sez. musicale
280 180
- Musicale e Coreutico – sez. coreutica
260 160
Istituti tecnici
- settore economico 300 205
- settore tecnologico 315 220
Istituti professionali – settore servizi
- Servizi per agricoltura e sviluppo rurale
270 160
- Servizi socio-sanitari 250 145
- Servizi socio-sanitari - articolazione odontotecnico e ottico
265 150
- Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera
295 160
- Servizi commerciali 250 160
Istituti professionali – settore industria e artigianato
- Produzioni industriali e artigianali
250 145
- Manutenzione e assistenza tecnica
240 140


Giuseppe Richiedei