Stampa 

da http://www.regione.toscana.it/Numerose le adesioni alla protesta dei genitori della Toscana contro gli eccessivi tagli alla scuola statale (fra cui quella gradita dell'Associazione Scuole Autonome della Sicilia, ASASi), l'apprezzamento gradito del prof. Luciano Corradini e anche qualche richiesta di approfondimenti che riportiamo con piacere. Ma l'aspetto più rilevante è la risposta dell'Assessore Stella Targetti, Vicepresidente della Regione Toscana, che ovviamente non condividiamo, essendo la stessa basata su slogan piuttosto che sui fatti.


La risposta della Vicepresidente Stella Targetti

IL  VIDEO (da Antenna5)



Luciano Corradini (già Presidente Nazionale Uciim e Vicepresidente Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione)

Mi sembra che la petizione dell'AGe Toscana sia ben argomentata. Bisognerebbe valutare caso per caso. L'importante è che le scuole siano gestibili, e cioè non troppo numerose né costituite da tanti plessi che rendono difficile o impossibile una gestione pedagogica e didattica dell'unità scolastica. Cosa che purtroppo accade. Capisco il problema del risparmio: per questo bisogna tenere in considerazione diverse variabili e scegliere responsabilmente, dopo avere studiato le diverse situazioni.

 

Faremo nostra la vostra protesta.

preside Roberto Tripodi

ASASi



Cara Presidente dell'AGe Toscana,
bisogna conoscere le singole situazioni, perché qui nella nostra realtà, a suo tempo di comprensivi ne hanno costituiti solo due...ma hanno razionalizzato solo con i numeri, non pensando agli alunni, alla continuità dei cicli,....
Il comprensivo è previsto dalla legge, ed è auspicabile per il curricolo verticale...bisogna cambiare modo di lavorare in vista anche delle richieste del mercato e di quello che oggi è necessario affinché i giovani acquisiscano le competenze per sapersi muovere...
L'istituto comprensivo  se diretto da un bravo dirigente, offre maggiori garanzie di efficacia ed efficienza sulla qualità dell'istruzione.
Non capisco per quale motivo siete contrari a questa organizzazione.
(da un’AGe locale del centro Italia)


Il problema è proprio quello: si 'razionalizza' con i numeri e non in base alle esigenze della scuola.
Abbiamo parlato con tanti che hanno avuto l'esperienza della razionalizzazione: collegi dei docenti divisi e che si fanno la guerra anche dopo 10 anni di comprensivo, dirigenti che non capiscono i problemi della scuola da cui non provengono, segreterie che faticano a star dietro a problematiche così differenziate (orari, progetti, autonomia degli alunni, ricevimenti, valutazione ecc.).
Aggiungi che stanno creando mostri fino a 2000 alunni e dimmi come può la scuola continuare a funzionare.
Inoltre in città l'effetto diretto è che si rimpiccioliscono i bacini di utenza, per cui o stai dove dicono loro (non necessariamente sotto casa, ma anche di là dal fiume, con la zona pedonale nel mezzo, oppure per assurdo al di là del mare, con tutto ciò che questo comporta) o sei ultimo degli ultimi e rischi di avere tuo figlio e tutta la famiglia sacrificati per 5 o 3 anni con gli spostamenti quotidiani che divengono necessari.
Grazie per averci scritto, ti leggiamo sempre con piacere



Questa prevenzione contro i comprensivi a tutti i costi non la comprendiamo. Spiegateci xchè!
Quasi la totalità delle scuole è organizzata in Comprensivi e funzionano. Come spiegare l'esclusione solo di alcune realtà rimaste precedentemente escluse?
Redazione Scuolidea


Premessa: a Rufina (FI) prima avevano la scuola elementare e per le medie dovevano andare a Pontassieve (20 km) adesso hanno il comprensivo (circa 1000 alunni) e tutto funziona per il meglio.

A Campi Bisenzio (FI) hanno scuola elementare (1750 alunni) e scuola media (980 alunni) che funzionano bene e sono facilmente raggiungibili da ogni parte del paese; a che pro farne due comprensivi da 1350 alunni, con il preside che non conosce le elementari e viceversa, un taglio di una unità alle segreterie, che dovranno farsi carico di un doppio ordine di problemi, metà dei quali non conoscono, ecc? Che dire dei comprensivi che ci si propone di fare fra un anno a Montemurlo (PO), con 2000 alunni, e a Sesto Fiorentino, dividendo fisicamente in due la scuola media Cavalcanti?

Questo per non parlare dei genitori, sempre fanalino di coda, che finora si accomodavano nelle scuole elementari in base non solo alla propria residenza, ma anche a quella dei nonni o al lavoro e si trovano con il bacino di utenza dimezzato e debbono adattarsi o essere pesantemente penalizzati, rimanendo in coda alle liste di attesa?

Vogliamo dire che, sempre a Campi, una materna i cui alunni frequentano poi da sempre l'elementare a fianco, per cui ci sono progetti di continuità che coinvolgono entrambe le scuole, si trova in carico al comprensivo di là dal fiume? Che situazioni analoghe ci sono anche a Grosseto? è questa la continuità? Che i bambini di Porto S. Stefano (GR) per continuità dovranno frequentare le medie all’Isola del Giglio? Che nel grossetano ci saranno scuole annesse a istituti comprensivi che si trovano a 30 km di distanza? Ci accorgiamo che lì e in molte altre zone gli Enti locali hanno diviso secondo un criterio meramente ragionieristico, non facendo una idonea corrispondenza fra numero di quinte elementari e prime medie?

Non la totalità delle scuole è organizzata in comprensivi, in Toscana abbiamo 111 fra Direzioni e Scuole medie e abbiamo solo 8 istituti in eccedenza, mentre nella solo Firenze saranno operati 10 accorpamenti. Occorre consultare la tabella ministeriale aggregata per provincia per rendere più esplicita la forzatura delle scelte regionali.

Concludendo: dove i comprensivi finora non sono stati fatti ci sono buoni motivi, che non sono stati rispettati. Questo dalla Regione Toscana, perché ad esempio in Piemonte, pur superando di 60 il numero di istituti consentito, hanno scelto di fare un percorso ragionato e condiviso..


LEGGI ANCHE:

Comprensivi: perché no


Tagli immotivati: tutti i dettagli di una razionalizzazione 'irrazionale'


Petizione: il testo

L'adesione dei sindacati

La protesta dei genitori a Grosseto


Istituto comprensivo: una scuola sbagliata