da www.albergocamay.itNon saranno neutrini, ma è fuor di dubbio che la Regione Toscana abbia fatto una gran brutta figura con il suo elettorato per il modo poco trasparente e alquanto illogico con cui ha imposto tagli non necessari alla rete scolastica regionale.
L’ultima sconfessione di una strategia fortemente penalizzante per la scuola toscana è venuta dal Comune di Grosseto, che ha inviato alla Provincia la richiesta ufficiale di una moratoria di un anno nell’accorpare le scuole. Il capoluogo maremmano è infatti uno dei territori più colpiti dalla verticalizzazione: da 8 istituti scolastici se ne vorrebbero creare 6, con una media che non ha riscontri su tutto il territorio nazionale: ben 1145 alunni per scuola.
Intanto, l’AGe Toscana ha inviato a tutte le scuole della Regione i dati dei tagli selvaggi che si vanno a fare.


Già altre province toscane si erano sottratte alla furia verticalizzatrice della Regione, che sembra non avere altra motivazione se non fare un tardivo ‘inchino’ all’ex-ministro Luigi Berlinguer, il quale volle gli istituti comprensivi a supporto del suo progetto di riforma con l’onda anomala e il concorsone, così ben studiato da far cadere addirittura il Governo.
Anche in altre Regioni (Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Liguria) gli enti locali stanno frenando sugli accorpamenti sia perché il rischio concreto è quello di fare un’operazione meramente contabile.

La Toscana, insieme ad altre Regioni italiane, ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale l’art. 19 della manovra finanziaria di luglio (decreto 98/2011 convertito in Legge 111/2011). Il prossimo 18 aprile la Corte Costituzionale esaminerà la questione e deciderà se accogliere o meno i ricorsi. Cosa succederà nell’ipotesi di accoglimento? Che fine faranno gli istituti comprensivi appena creati?

“Il problema è che noi genitori siamo entrati in possesso delle informazioni troppo tardi –lamenta Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione genitori A.Ge. Toscana- Ad esempio il pasticcio che viene fatto a Firenze, con il comprensivo Centro Storico che viene accorpato per la quarta volta in cinque anni. Tutto per salvaguardare la sperimentazione della scuola Pestalozzi, che per sua stessa natura non può creare un curricolo comune con le altre realtà. Non c’è stata trasparenza: il comune ha deliberato l’11 novembre, a fine novembre l’assessore Di Giorgi ha chiesto il parere del Consiglio di istituto di Firenze Centro Storico e solo a gennaio il comprensivo Firenze Oltrarno si è accorto delle modifiche, leggendo la delibera della provincia. Se questo è un percorso condiviso e concordato…”.

“Anche noi come Associazione abbiamo faticato non poco per scoprire tante magagne –riprende Di Goro- Ci hanno negato sistematicamente i dati nel dettaglio e adesso che abbiamo denunciato l’assurdità delle scelte regionali e che anche i sindacati hanno dovuto prendere le distanze da questi tagli fuori da qualsiasi raziocinio (la Toscana avrà a settembre 16 scuole in meno del consentito, quando le altre regioni ne hanno fino a 285 in più), ci propinano giustificazioni insussistenti, segno evidente che dei genitori non c’è rispetto”.

“I politici devono smettere di farla da padroni –conclude la presidente AGe Toscana- e avere l’umiltà di ascoltare chi la scuola la vive quotidianamente e soprattutto le famiglie, che pagano in prima persona gli accorpamenti di scuole fatti a tavolino, in termini di tempi di spostamento, necessità di assicurare la dovuta sorveglianza al bambino, penalizzazioni sul lavoro, stress. Ci impegniamo fin d’ora a fare serrata contro chi vuole apportare solo tagli alla scuola toscana, sia che ci sia la moratoria, sia che altre scuole si trovino a rischio per questo progetto perverso di verticalizzare a tutti i costi che sembra non volersi fermare”.

Per giustificare gli istituti comprensivi i politici si riempiono la bocca di slogan come la continuità didattica, ma poiché le verticalizzazioni ispirate al buon senso sono già state fatte negli ultimi dieci anni, ciò che rimane da fare adesso è solo una somma di numeri, senza alcun rispetto per le scuole toscane e per chi le vive. Ecco le prove di una ‘razionalizzazione’ irrazionale, che l’AGe Toscana ha trasmesso a tutte le scuole toscane insieme ai relativi dati:

A San Casciano si è creato di recente un comprensivo di 1670 alunni, che decisamente sono troppi per una scuola che vuole funzionare;
A Sesto Fiorentino si va a creare un comprensivo di 1439 alunni, quando sarebbe assai più saggio riunire le due scuole medie (1247 alunni, un solo ordine di scuola) o comunque considerare che 858 alunni in media sul territorio comunale è più che accettabile -visto che la media provinciale è addirittura superiore al dovuto- e lasciare tutto inalterato;
A Campi Bisenzio si stacca una materna dalla scuola elementare di riferimento, con cui confina, e si aggrega al comprensivo che si costituirà di là dal fiume; inoltre in nessuno dei due futuri comprensivi c’è corrispondenza fra il numero di quinte elementari e di prime medie, per cui classi intere di alunni non potranno avere la continuità;
A Firenze, per far tornare i numeri, c’è un balletto di scuole materne (scuole materne che da comunali diventano statali, scuole statali che diventano comunali) e di scuole carcerarie: è vero che nel capoluogo ben 8 istituti su 20 sono sotto i 1000 alunni, ma considerato che la provincia è già sopra la media auspicata di 1000 alunni per istituzione scolastica, non c’è bisogno di fare tutto questo trambusto. Si dovrebbe tenere conto del fatto che ogni accorpamento è una ferita al tessuto scolastico e si dovrebbe intervenire solo quando è davvero necessario;
A Bagno a Ripoli, Borgo S. Lorenzo, Campi Bisenzio, Castel Fiorentino, Cerreto Guidi, Empoli, Figline Valdarno, Lastra a Signa, Pontassieve, con l’accoglimento da parte del Ministero delle richieste della Conferenza delle Regioni, è possibile mantenere Direzioni didattiche e Scuole medie indipendentemente dal numero degli alunni, in quanto la media su base comunale va dai 1368 alunni per scuola di Campi Bisenzio ai 764 di Cerreto Guidi (con una media provinciale di 1101 alunni).

Nel Mugello, zona montuosa, si rivoluziona tutto per unire la scuola di Vaglia a Fiesole, che è a due passi da Firenze. Già dal prossimo anno si parla di costituire istituti comprensivi di 1800-2000 alunni a Borgo S. Lorenzo (FI) e Montemurlo (PO).

Delle 7 istituzioni presenti nella città di Grosseto ne rimarranno solo 6; a una di queste sarà accorpato l’istituto comprensivo di Scansano (25 km di distanza), che perde l’autonomia.
Si raggiunge così un totale di 6870 alunni, con una media per istituto altissima, 1145 alunni;
Sempre a Grosseto in almeno due dei futuri comprensivi (Alighieri e Da Vinci) non c’è corrispondenza fra il numero di quinte elementari e di prime medie, per cui classi intere di alunni non potranno avere la necessaria continuità e saranno penalizzati nella scelta della scuola media, risultando esclusi dal proprio bacino di utenza;
A Follonica, direzione didattica e scuola media (1990 alunni) vengono divisi e assemblati in modo diverso per creare due istituti comprensivi, potenzialmente sotto la soglia dei 1000 alunni e perciò passibili di essere presto riuniti in un unico, enorme e poco funzionale istituto comprensivo;
A Castiglione della Pescaia si crea un 'comprensivo costiero', che non è previsto da nessuna normativa e che riunisce le scuole di Castiglione e Marina di Grosseto, con scuole distanti fra di loro oltre 10 km. Il comprensivo di Capalbio sparisce, accorpato in un nuovo comprensivo a Manciano (30 km). Ad Orbetello vengono istituiti due comprensivi accorpando  Albinia e Magliano (25 km). Pitigliano e Sorano vengono accorpati in un unico Comprensivo comprendente tutte le scuole di Castell'Azzara (35 km);

È anche probabile che il Governo Monti, essendo stato messo sull’avviso dalla notevoli proteste suscitate da questi e altri interventi da parte dei genitori, proceda presto a pretendere che tutte le Regioni si avvicinino a una media regionale di 1000 alunni per istituto, e lasci cadere questa indicazione dei comprensivi obbligatori, che a questo punto hanno mostrato i loro limiti (es: i bambini della Direzione didattica di Porto S. Stefano sono stati aggregati per continuità con la scuola media dell’isola del Giglio, a un’ora di traghetto. La notizia si commenta da sola).



Istituto comprensivo: una scuola sbagliata



 

 

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