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Torta con le uova di cioccolato 
Crepes alle erbette       

Sacher torte 
Torta all'arancia             
Gamberoni saltati
 

Il dolce con la ricotta   
I Bomboloni di nonna Giustina
Frappe all'emiliana       
Torta di castagne al brandy
Bongo o Profiteroles   
Lingue di gatto           
Marmellate squisite     
Pasta frolla      
Crema pasticcera       
Crema di parmigiano    
Dolce all'After Eight   
Tiramisù della nonna    N E W ! !



UNA PASTIERA DA LECCARSI I BAFFI


Tre pastiere
Pastiera e Torta Sacher sono state le ultime bontà ad aggiungersi alla nostra tradizione familiare ed è forse per questo che sono diventate un po' il nostro cavallo di battaglia. Iniziai con la pastiera qualche anno fa, perché quasi tutte le mie colleghe la facevano e a me effettivamente piace molto.

Superato il primo scoglio nel decidere di affrontare un dolce usualmente definito 'difficile', poi in effetti non è andata così male. Ho comprato un barattolo di grano cotto (non sono all'altezza di cuocerlo da sola, per il momento) e ho letto le istruzioni, poi ho provato.

Ho scoperto che la dose per la pasta frolla era decisamente scarsa e che in realtà fare la pastiera equivale a cimentarsi contemporaneamente con una crostata e con un soufflé. Visto che la crostata la faccio da anni e che quando ero piccola passavamo i pomeriggi delle domeniche invernali cimentandoci con il soufflé, ho deciso di buttarmi e i risultati non sono mancati. Ecco qua le dosi per tre pastiere (volendone solo una consiglio di limitarsi a dimezzare le dosi):

https://vimeo.com/user70318769/zerkalo-1xbet 1xbet.zerkalo.bet Per la base:
1,250 Kg di farina

5 hg di zucchero
5 hg di burro
5 uova

Per il ripieno:
6 hg di grano cotto

6 hg di zucchero
6 hg di ricotta
70 g di canditi
8 uova
1 limone
1 fiala di aroma fiori d’arancio o millefiori

Alcune mie amiche consigliano di setacciare la ricotta con lo zucchero già la sera precedente, in modo che il composto amalgami bene. Sempre il giorno prima si può cuocere la base di pasta frolla secondo le indicazioni per la crostata, altrimenti si può fare tutto nello stesso giorno, magari facendosi aiutare da qualcuno per fare meglio e prima. Per la pastiera le teglie dovrebbero essere di alluminio, alte 6mm e svasate, ma anche una teglia normale può andare bene.

Intanto che la base di pasta frolla cuoce, si procede a preparare il ripieno: setacciare con cura zucchero e ricotta, poi aggiungere i tuorli d’uovo, il grano cotto, i canditi, la buccia grattugiata di un limone e l’aroma millefiori. Quindi occorre montare gli albumi a neve ben ferma (è qui il vero segreto della riuscita di ogni soufflé che si rispetti). Le mie amiche mi dicono che non tutti usano aggiungere gli albumi, ma di sicuro la pastiera ne guadagna in leggerezza, per cui lo consiglio vivamente, anche se dà un po' di lavoro in più.

La manovra per incorporare gli albumi montati a neve dentro l’impasto è il passaggio più delicato. Consiglio di usare una frusta da dolci e di iniziare con qualche cucchiaiata di albumi, ruotando dolcemente la frusta su se stessa e contemporaneamente intorno al recipiente; è un lavoro principalmente di polso. Sarebbe bene svolgere questo passaggio in pochi minuti, in modo che gli albumi non si smontino, ma se sono stati montati bene il risultato è buono anche se il procedimento non è da manuale.

Quando il composto è liscio e omogeneo si procede a versarlo nelle basi di pasta frolla già cotte, avendo cura di ripartire equamente la parte inferiore, dove si raccoglie in prevalenza il grano cotto. Decorare con strisce di pasta frolla abbastanza larghe messe a losanga e cuocere in forno a 180°.

Come ogni soufflé che si rispetti, la pastiera non ama che si apra ogni momento il forno e deve essere ben cotta per dare il meglio di sé. Per controllare la cottura, è sempre valido il test dello stecchino: infilandolo nella torta deve uscire asciutto o quasi. Altro indice di cottura è il colore bruno dell’impasto, che tipicamente risulta più scuro delle strisce di frolla.

Di solito tre pastiere occorrono tutte per soddisfare parenti e amici e aiuta il fatto che si conservino bene, pare anzi che il giorno dopo siano migliori.

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