RUOLO E COMPITI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D'ISTITUTO   ( -> VAI ALLE FAQ )


Il Presidente del Consiglio di Istituto è il soggetto che è chiamato a svolgere un ruolo importante della vita della scuola. Una volta eletto, cessa di rappresentare la componente dei Genitori e rappresenta tutti i membri del Consiglio, garantisce la democrazia all’interno del Consiglio ed è garante della libertà di espressione e di parola di tutti i Consiglieri. Presiede la più alta istituzione del scuola, sì come prevista dall’autonomia, deputata a tracciare le linee politiche della comunità che rappresenta.
Per i suoi doveri d’ufficio si avvale della segreteria della scuola e a tal fine è opportuno che il Dirigente Scolastico individui un referente con il quale il Presidente deve intrattenere i propri rapporti.

Quindi
il Presidente deve essere preparato e conoscere non solo le prerogative e le opportunità previste dalla legge ma deve esercitare in pieno il suo ruolo. Egli non deve vivere in contrapposizione con il Dirigente Scolastico né esserne succube o dipendere dallo stesso per le conoscenza amministrative e giuridiche; deve farsi rispettare (egli è il Presidente anche del D.S. il quale, nel consiglio, è un consigliere come tutti gli altri) e condurre il Consiglio, introdurre gli argomenti in trattazione e spiegarne i contenuti, dare la parola al Dirigente qualora la ravvisi necessario quale contributo e supporto alla proprie argomentazioni.

Le normative e i regolamenti di ogni singolo istituto disciplinano il funzionamento degli organi collegiali, il Presidente deve osservarli e pretendere che siano osservati. La convocazione del Consiglio è un atto di esclusiva competenza del Presidente, il Presidente della Giunta (cioè il Dirigente Scolastico) deve chiedere l’inserimento degli argomenti per l’Ordine del Giorno, il Presidente può disporre e inserire autonomamente le voci che reputa opportuno.

Il Presidente può pretendere (e su questo è auspicabile che il Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Istituto si esprima in modo puntuale) che per i punti da inserire all’OdG sia depositata in precedenza la documentazione da sottoporre in visione ai Consiglieri al fine di garantire a tutti l’accesso agli atti e l’espressione di un voto consapevole. Deve accertarsi della regolarità della convocazione dell’assemblea e annullarla in caso di difetto, nomina il Segretario verbalizzante, dà la parola ai consiglieri e allontana chi, tra il pubblico, disturba la seduta.

È il Presidente che decide se e quando porre in votazione un argomento previsto nell’OdG; l’assemblea può decidere di rinviare o non trattare un punto all’OdG, il Presidente può non porre in votazione un punto che presenti vizi formali o incompletezza di atti (mancanza degli allegati al deliberato, ritardata pubblicità degli atti, etc.). Deve curare che le delibere siano motivate e contengono i riferimenti normativi che ne permettano la trattazione e la votazione.

È opportuno che conosca il funzionamento e il contenuto del Bilancio, del Piano Annuale, del Conto Consuntivo, le scadenze contabili e la formazione del P.O.F., questo per garantire alle varie componenti rappresentate di poter formulare autonome proposte e osservazioni, indipendentemente dai proponimenti della struttura tecnica della scuola. In sostanza il Consiglio è l’organo di indirizzo politico e come tale deve ricevere tutte quelle informazioni che gli sono necessarie per dare gli impulsi di governo della scuola, pretendendo la separazione del ruolo politico da quello amministrativo.

Il Dirigente e il D.S.G.A. sono obbligati curare l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio, che costituiscono un atto normativo interno valido a tutti gli effetti di legge. Qualora reputino il deliberato non idoneo alla funzione amministrativa possono fare ricorso per via gerarchica o impugnarlo al TAR. Eventuali scostamenti dovranno essere ampiamente motivati dal D.S. e portati immediatamente in Consiglio.
Quanto proposto dal Dirigente Scolastico o dalla Giunta Esecutiva deve valere quale proposta ed il Consiglio deve essere libero di agire in forma autonoma discostandosi, se necessario, dalle proposte fatte.

Il Presidente pur non essendo un dipendente della Pubblica Amministrazione, ma essendo rappresentante di un Organo Elettivo è a tutti gli effetti un soggetto interno all’amministrazione.

È importante che il Presidente possa collegarsi con i rappresentanti delle varie componenti del Consiglio ed in particolare con i genitori (rappresentanti di classe) e con gli alunni (rappresentanti degli alunni) al fine di favorire la partecipazione e assumere le informazioni necessarie allo svolgimento del proprio compito istituzionale.

Le norme principali che un presidente deve conoscere sono:

il D.L.vo 297/94       (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione)
l’O.M. 215/91          (Elezione degli organi collegiali a livello di circolo-istituto)
la C.M. 105/75         (Regolamento tipo)
l’art. 21 L. 59/97      (Riforma della pubblica amministrazione: l’autonomia scolastica)
il D.P.R. 275/99       (Regolamento dell’autonomia)
il D.I. 44/01            (Regolamento contabile)
la L.Cost. 3/01         (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione)
I regolamenti presenti nell’Istituto.

Qualora si riscontrino casi la cui fattispecie non sia contemplata o disciplinata dalla normativa di settore, occorre fare riferimento alle norme sugli Enti Locali preventivamente inserite nei regolamenti di Istituto.

In sintesi: Il Presidente convoca il Consiglio di Circolo/Istituto su richiesta del Dirigente Scolastico (D.S.), della Giunta Esecutiva, di almeno un terzo dei Consiglieri o di sua iniziativa.

Presiede e cura lo svolgimento delle sedute del Consiglio; nomina un segretario. In caso di parità di votazione, il voto del Presidente vale doppio. Può partecipare ai lavori della Giunta Esecutiva, senza diritto di voto.

Il Presidente scioglie la seduta in mancanza del numero legale dei Consiglieri, può sospenderla temporaneamente per esaminare delibere e mozioni; è sua facoltà, allontanare chiunque, nel pubblico, sia causa di disordine ed eventualmente proseguire la seduta in forma non pubblica, secondo i riti previsti negli ordinamenti degli Enti Locali.

Qualora il Presidente cessasse dalla carica, si dovrà procedere a nuova elezione.
Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un Vice Presidente, con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente e che ne assumerà le attribuzioni in caso di sua assenza. In caso di assenza anche del Vice Presidente, le attribuzioni del Presidente sono esercitate dal Consigliere genitore più anziano.

Dopo l’elezione il Presidente dovrebbe:
- incontrare il dirigente (e il D.S.G.A.) per inquadrare il tipo di rapporto che sarà possibile instaurare: disponibile al dialogo e al confronto, burocratico-rigido, dirigenziale-democratico. Spiegare cosa ci si aspetta dal lavoro del Consiglio e ascoltare cosa il dirigente si aspetta da noi;
- conoscere la normativa e, durante la prima assemblea, dare le opportune informazioni sul funzionamento del Consiglio, sui tempi e i compiti;
- definire le modalità di lavoro, per assicurarsi di avere informazioni e documenti in tempo utile prima della riunione (5 giorni prima del Consiglio); di poter approfondire temi complessi con commissioni miste di lavoro prima di arrivare alle delibere; di poter avere accesso alla scuola se la si vuole conoscere dall'interno. Organizzare le commissioni per la realizzazione dei regolamenti, delle linee guida del POF, per le valutazioni del lavoro del Consiglio e dell’attività della scuola;
- curare i rapporti con i rappresentanti dei genitori, attraverso i rappresentanti di classe, la bacheca, una cassetta postale o una mailing list ed incontri periodici. L’obiettivo è quello di informarsi e rendersi consapevoli delle problematiche da segnalare, per evitare che il presidente e i genitori del consiglio rappresentino se stessi anziché la maggioranza; con i docenti, anche in modo informale, per stimolare la collaborazione, attivare iniziative e scambiare esperienze in modo fruttuoso;
-
avere consapevolezza del proprio ruolo: ascoltare, mediare, informarsi, dibattere documentando le proprie riflessioni e i percorsi, con il massimo rispetto del lavoro altrui e soprattutto delle persone, per poi prendere le decisioni che si ritengono giuste. Con un'avvertenza: non si è nel consiglio solo per rivendicare, ma per contribuire a costruire la comunità scolastica che, con i suoi limiti e le sue ricchezze, consenta la migliore formazione possibile agli studenti. In ultimo ma non per ultimo, tenere presente che il Presidente non rappresenta i genitori, ma tutto l'Istituto.


a cura di Jachen Gaudenz
Presidente A.Ge. Arcipelago Toscano
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